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Dieta Mediterranea

Il termine “dieta mediterranea”, è nato negli anni ‘50 dagli studi del prof. Ancel Benjamin Keys (1904–2004), lo studioso americano che ha dimostrato il ruolo positivo dell’alimentazione e dello stile di vita dei popoli mediterranei sulla salute cardiovascolare, rispetto ad altre tradizioni alimentari (Video). Il prof. Keys con i suoi studi era giunto alla conclusione che l’alimentazione a base di pane, pasta, frutta, verdura, molti legumi, olio extra-vergine di oliva, pesce e pochissima carne fosse responsabile dello straordinario effetto benefico sulla popolazione locale.

Le radici storiche di tale tradizione alimentare vanno ricercate nella fusione delle culture di due grandi civiltà del passato, gli Etruschi, (in Toscana e in parte del Lazio e dell’Umbria), e i Greci (area geografica dell’Italia meridionale denominata Magna Grecia).

Per questo motivo la dieta mediterranea come modello nutrizionale non trova la sua ispirazione solo nei modelli alimentari italiani ma anche di altri paesi del bacino del Mediterraneo come la Grecia, la Spagna e il Marocco (Video).

Dal 2010 la dieta mediterranea è considerata dall’UNESCO patrimonio immateriale dell’umanità.

Secondo l’UNESCO “la dieta mediterranea rappresenta un insieme di competenze, conoscenze, pratiche e tradizioni che vanno dal paesaggio alla tavola, includendo le colture, la raccolta, la pesca, la conservazione, la trasformazione, la preparazione e, in particolare, il consumo di cibo.Essa promuove l’interazione sociale, poiché il pasto in comune è alla base dei costumi sociali e delle festività condivise da una data comunità, e ha dato luogo a un notevole corpus di conoscenze, canzoni, massime, racconti e leggende. La Dieta si fonda nel rispetto per il territorio e la biodiversità, e garantisce la conservazione e lo sviluppo delle attività tradizionali e dei mestieri collegati alla pesca e all’agricoltura nelle comunità del Mediterraneo”.

Molti studi scientifici hanno dimostrato una possibile associazione tra seguire un regime alimentare ispirato alla dieta mediterranea ed una riduzione del rischio di mortalità e di comparsa di malattie cronico-degenerative come, ad esempio, le malattie cardiovascolari.

E’ ormai riconosciuto come migliorare la qualità della nostra dieta, ritornando alle abitudini tipiche mediterranee è in grado di aumentare sensibilmente la durata e la qualità della nostra vita.

Come ricordato anche dall’Istituto superiore di Sanità, La dieta mediterranea tradizionale è caratterizzata da:

  • abbondanza di alimenti di origine vegetale come pane, pasta, orzo, farro, riso e altri cereali, meglio se integrali, verdure, insalate, legumi, frutta fresca e secca
  • moderato consumo di alimenti di origine animale quali pesce, carne bianca, latticini e uova  
  • modeste quantità di carne rossa
  • olio extra vergine di oliva come fonte primaria di grassi, in sostituzione del burro e di altri grassi animali
  • dolci solo occasionalmente

La dieta mediterranea è caratterizzata anche dal tipo di preparazione a cui questi alimenti sono sottoposti, privilegiando cotture in tegame, al vapore, in forno, ed evitando le alte temperature di cotture.

Una importante caratteristica degli alimenti tipici della dieta mediterranea consiste nell’essere adatti alla preparazione di piatti unici, in altre parole pietanze capaci di assicurare da sole tutti i nutrienti che normalmente vengono forniti da un “primo” e da un “secondo” piatto consumati separatamente. Esempi tipici:

  • pasta con fagioli (o ceci, o piselli, o lenticchie…)  
  • paste asciutte con condimento di carne e formaggio  
  • minestroni e le zuppe di cereali con verdura olio e formaggio grattugiato  
  • pizza napoletana con mozzarella ed alici, ecc.

Un pasto così preparato ha i requisiti adeguati per soddisfare le esigenze in carboidrati, proteine, grassi, vitamine, sali minerali e fibra dell’organismo; è sufficiente la sola aggiunta di verdura fresca e di frutta per realizzare un pasto completo, equilibrato dal punto di vista nutrizionale e meno costoso.

Il passaggio dalla dieta mediterranea originaria alla cucina italiana, con i suoi piatti tipici, è stato graduale e, pur mantenendo come ingredienti di base nelle varie ricette i suoi alimenti caratteristici, è cambiato il modo di prepararli, condirli, cucinarli introducendo anche nuovi alimenti importati da altri paesi.

È per questo motivo che molti dei piatti oggi caratteristici della cucina tradizionale italiana non rispondono ai requisiti di base della dieta mediterranea. Basti pensare a piatti come la lasagna, le paste ripiene, molte preparazioni a base di carni e di vegetali che prevedono abbondante uso di condimenti e fritture. Per questo motivo è sempre utile confrontare il proprio stile di vita alimentare con il parere di un esperto in dietologia, al fine di evitare errori “tradizionali” in buona fede che potrebbero vanificare i nostri sforzi.

Nel 2009 scienziati del Mediterraneo ed esponenti di istituzioni internazionali si sono confrontati sull’evoluzione della dieta mediterranea e hanno elaborato la nuova piramide alimentare per la dieta mediterranea moderna (Parma, III Conferenza Internazionale del Centro Interuniversitario Internazionale di Studi sulle Culture Alimentari Mediterranee, CIISCAM, in collaborazione con l’Istituto nazionale di ricerca per gli alimenti e la nutrizione, INRAN).

Si tratta di una dieta mediterranea rivisitata all’insegna della modernità e del benessere senza trascurare, però, le diverse tradizioni culturali e religiose e le differenti identità nazionali.

La nuova piramide della dieta mediterranea moderna, rivolta a tutti gli individui di età compresa tra i 18 e i 65 anni, tiene conto dell’evoluzione dei tempi e della società, evidenziando l’importanza basilare dell’attività fisica, della convivialità a tavola, dell’abitudine di bere acqua e suggerendo di privilegiare il consumo degli alimenti di stagione e di provenienza locale.

Ecografia a Pinerolo

 

Come Funziona?

L’ecografia è un esame diagnostico fondamentale: è possibile eseguire un’ecografia a Pinerolo presso lo studio medico La Claire. Ma come funziona? L’ecografia utilizza onde ad alta frequenza (ultrasuoni) per produrre immagini degli organi interni e di altri tessuti. Un dispositivo chiamato trasduttore converte la corrente elettrica in onde sonore, che vengono inviate all’interno dei tessuti dell’organismo. Le onde sonore rimbalzano sulle strutture interne del corpo e vengono riflesse al trasduttore che le converte in segnali elettrici. Un computer converte il modello di segnali elettrici in un’immagine, che viene visualizzata su un monitor e registrata come immagine digitale. Non vengono utilizzate radiazioni ionizzanti, pertanto non vi è alcuna esposizione alle radiazioni durante un’ecografia.

L’ecografia è indolore, relativamente poco costosa e considerata molto sicura, anche durante la gravidanza.Nell’ecografia, quindi,  NON VENGONO UTILIZZATE RADIAZIONI MA ONDE SONORE.

Se vengono esaminate determinate aree dell’addome, ai soggetti può essere chiesto di evitare di mangiare e bere per diverse ore prima dell’esame. Per l’esame degli organi riproduttivi femminili, alle donne potrebbe essere richiesto di bere grandi quantità di liquidi per riempire la vescica (la “preparazione” all’ecografia).

In genere, l’esaminatore distribuisce un gel denso sulla pelle dell’area da esaminare per assicurare una buona trasmissione del suono. Posiziona quindi un trasduttore palmare sulla pelle, spostandolo sopra l’area da valutare.

Per valutare alcune parti del corpo, l’esaminatore inserisce uno specifico trasduttore miniaturizzato nelle cavità del corpo da indagare, per esempio nella vagina per acquisire un’immagine migliore dell’utero e delle ovaie e nell’ano per acquisire immagini della prostata. La maggior parte dei soggetti può riprendere immediatamente le attività normali dopo l’esame.

 

 

Usi dell’ecografia:

Le immagini ad ultrasuoni vengono acquisite abbastanza rapidamente da mostrare il movimento degli organi e delle strutture interne del corpo in tempo reale (come in un filmato). Per esempio, è possibile visualizzare il movimento del cuore che batte, anche in un feto.

L’ecografia è utilizzata in modo efficace per verificare la presenza di neoformazioni e corpi estranei in prossimità della superficie corporea, come accade all’interno della tiroide, del seno, dei testicoli e degli arti, nonché in alcuni linfonodi.

L’ecografia viene usata efficacemente per visualizzare gli organi interni che si trovano nell’addome, nella pelvi e nel torace. Tuttavia, poiché le onde sonore sono bloccate dai gas (per esempio nei polmoni o nell’intestino) e dalle ossa, l’ecografia degli organi interni richiede abilità specifiche. Le persone che sono state istruite in modo specifico per eseguire esami ecografici sono denominate ecografi.

L’ecografia viene comunemente utilizzata per valutare i seguenti organi:

Cuore (ecocardiogramma): in questo caso l’esame viene eseguito direttamente dal cardiologo per rilevare anomalie valvolari e dimensionali delle camere e stimare la frazione di eiezione e la cinetica parietale. Si avvale di numerose tecniche compreso l’Eco-color-Doppler.la claire

Fegato, Reni e Pancreas, Cistifellea e vie biliari: le cosiddette ecografie dell’Addome superiore, richieste per rilevare calcoli biliari e ostruzione delle vie biliari, valutare dimensioni e struttura del fegato e gli organi limitrofi.

Tratto urinario: per esempio, per distinguere le cisti (solitamente benigne) dalle masse solide (spesso maligne) nei reni o per rilevare ostruzioni come calcoli o altre anomalie strutturali nei reni, ureteri, o vescica di interesse nefrologico o urologico.

Vasi sanguigni: per individuare vasi sanguigni dilatati  (varici venose o aneurismi arteriosi) e ristretti (le stenosi delle carotidi ad esempio). L’ecografia color Doppler può aiutare a valutare il rischio di ictus, in quanto aiuta i medici a identificare e a valutare il restringimento o l’ostruzione delle arterie del collo e della testa. La procedura è utile per valutare i soggetti con pregresso attacco ischemico transitorio o ictus e i soggetti con fattori di rischio per aterosclerosi ma asintomatici. L’ecografia color Doppler si utilizza anche per valutare il flusso sanguigno che si dirige verso gli organi interni e i tumori.

Organi riproduttivi femminili: per rilevare tumori e infiammazioni alle ovaie, tube di Falloppio, o utero

Gravidanza: pesso eseguite direttamente dal ginecologo, per valutare la crescita e lo sviluppo del feto e per rilevare anomalie della placenta (p. es., placenta previa.

Apparato muscolo-scheletrico: per valutare muscoli, tendini e strutture nervose, come completamento della visita ortopedica o fisiatrica.

 

Dove si esegue?

A Pinerolo è possibile eseguire ecografie presso lo Studio Medico La Claire – Via Stefano Fer 52, prenotando al ☎️ 0121-71242.

La Claire Pinerolo

Fake News e Coronavirus

Nonostante la gravità della situazione sanitaria ed economica che esigerebbe quantomeno rispetto, ogni giorno leggiamo fake news sul Coronavirus. Teorie complottiste sull’origine del virus o sulla gestione della pandemia, tesi fantasiose su come si trasmette e su come si previene, ricette per rimedi miracolosi affollano i social network che per molte persone ormai rappresentano la principale fonte di informazione, ma che essendo totalmente liberi richiederebbero all’utente di saper individuare da sé le notizie buone (un pò la stessa differenza tra andare a comprare i funghi all’alimentari o raccoglierseli nel bosco: nel primo caso avremo il dubbio di essere dipendenti da ciò che il negoziante ci vuole vendere, ma per passare al secondo caso ci serve una sicura e profonda conoscenza – e già cominciamo a capire che la cultura intesa come conoscenza è molto più necessaria di quello che molti di noi pensavano a suola ;-). Molte sono le domande che vengono poste ogni giorno ai Medici dello studio medico La Claire dai pazienti in cerca di chiarimenti ed è per questo che vorremmo aiutare chi a noi si rivolge fornendo una guida per capire ciò che è buono da ciò che è velenoso: ma per prima cosa sarebbe utile avere una buona idea di come funziona davvero il virus e la sua trasmissione ciccando e leggendo QUI la pagina dedicata.

PERCHE’ DOVREBBERO ESISTERE FAKE NEWS SUL VIRUS?

Le analisi condotte dall’inizio dell’emergenza medico-sanitaria in Italia rivelavano un trend via via crescente di informazione e disinformazione prodotta sul coronavirus: dal 21 febbraio al 22 marzo, il 38% delle notizie pubblicate nel giorno medio dalle fonti di disinformazione ha riguardato l’epidemia. Nello specifico, a marzo, un sito di disinformazione ha pubblicato mediamente 4 nuovi articoli al giorno inerenti al coronavirus e, dal 9 al 22 marzo, il 36% di tutti i post/tweet delle fonti di disinformazione ha avuto ad oggetto il Covid-19 (28 punti percentuali in più rispetto alla fine di gennaio). Considerando il totale delle notizie sul coronavirus divulgate online, l’incidenza della disinformazione è prossima al 5%, con un andamento in diminuzione per effetto della crescita più sostenuta della componente informativa (fonte AGcom). Ma perché qualcuno si prende la briga di creare false informazioni e perché i social le distribuiscono così facilmente? Beh spesso le soluzioni ai problemi sono molto le più semplici e anche questo caso non si smentisce. La risposta è: pubblicità. Ogni fake news è uno specchietto per l’allodole per reindirizzare ad una pubblicità nascosta nel testo, nelle immagini o semplicemente parte del sito che ospita la falsa notizia, secondo la consolidata filosofia alla base dei social (guarda caso gratuiti) secondo cui “se il prodotto è gratis è perché il prodotto sei tu“.

Questo articolo nasce quindi per informare sulle fake news che circolano sul tema del Coronavirus ed aiutare a riconoscere le informazioni corrette (che potete trovare riassunte nella nostra pagina dedicata all’emergenza Coronavirus). Ma cerchiamo di capire prima perché tendiamo a credere alle fake news.

PERCHÉ CREDIAMO ALLE FAKE NEWS?

A chi non è capitato di cascarci -presi soprattutto dall’entusiasmo della scoperta durante la consultazione di pagine internet o social network- e trovarsi a leggere o addirittura condividere una fake news? In realtà cadere nell’inganno delle notizie false è molto facile perché le fake news difficilmente sono noiose notizie sulle oscillazioni del prezzo del petrolio o sulle previsioni del commercio al dettaglio in Turkestan, ma dovendo attirare l’attenzione sono notizie sensazionali, che devono stupire e creare l’illusione di avere accesso a un sapere nascosto e accessibile a pochi per mantenere il lettore incollato alla pagina e indurlo a cliccare su link, leggere pubblicità e soprattutto a condividerle con altri possibili clienti (o genericamente con i possibili fruitori del servizio che si vuole influenzare con la falsa notizia attraente, pensiamo allo scandalo sulle fake news durante le elezioni americane del 2016 che hanno indirizzato in maniera sottile quella parte di opinione pubblica già meno sensibile al ruolo globale degli US ed ancorati ad una visione su scala locale). E’ ovvio che se poi queste “notizie” vengono ritrovate più volte navigando sui social ecco che il nostro cervello comincia a considerarle come attendibili. Il proliferare delle fake news è aiutato proprio dal funzionamento, rapido ed immediato, dei social network che lasciano poco tempo alla riflessione e all’approfondimento di una notizia. Quelle che vi riportiamo qui sotto, divise per argomenti, sono tra le più diffuse:

FAKE #1: COME SI PREVIENE IL CORONAVIRUS?

Una delle informazioni più ricercate in questo periodo è ovviamente come prevenire il coronavirus. E in questo caso le ricette e i consigli si sprecano: dal mangiare tanto aglio al bere molta acqua, dall’assumere massicce quantità di vitamina C al prendere il sole il più possibile perché le alte temperature diminuiscono le possibilità di sopravvivenza del virus. In generale non si tratta di consigli dannosi per la salute, ma di prescrizioni che fanno bene al corpo in qualunque situazione: l’aglio previene le infiammazioni, la vitamina C e la vitamina D, prodotta dal nostro corpo quando si espone al sole, sono sempre salutari per l’organismo, mentre bere tanta acqua e mantenersi idratati è raccomandato in ogni periodo dell’anno. Non si tratta di fake news nocive, ma non sono utili a prevenire il Coronavirus, così come non ci sono prove che il risciacquo regolare del naso con soluzione salina protegga le persone dalle infezioni da nuovo coronavirus. Molto accreditata, sempre per la convinzione che il virus sopravviva con difficoltà a temperature maggiori di 26-27 gradi, è la teoria secondo cui assumere molte bevande calde durante la giornata, come tè , tisane o tazze di brodo, sconfigga il temuto virus. Anche in questo caso assumere bevande calde non è dannoso… a patto di non esagerare con il calore. Una fake news alquanto pericolosa, invece, è quella secondo cui per rimuovere il virus dalla pelle ed evitare il contagio, è consigliato lavarsi con la candeggina: in questo caso la sostanza è nociva per l’organismo e può provocare ustioni anche gravi, e ricordiamoci che è letale se ingerita!

Un’altra fake news diceva che tagliarsi la barba evita il contagio. E’ Falso, e la bufala nasce da una sbagliata interpretazione di una infografica del CDC dedicata alla sicurezza sul lavoro per il corretto utilizzo delle mascherine.

I bambini non sono immuni all’infezione da nuovo coronavirus: anche loro possono essere infettati e sviluppare la malattia Covid-19, anche se ci sono stati relativamente pochi casi segnalati tra i bambini, ma probabilmente ciò è legato proprio al fatto che più spesso nei bambini la malattia decorre in modo asintomatico.

La suola delle scarpe porta sicuramente il virus in casa e trasmette l’infezione? E’ una bufala. Infatti in via teorica se si cammina con le scarpe su una superficie in cui una persona infetta ha espulso secrezioni respiratorie come catarro, ecc. è possibile che il virus sia presente sulla suola delle scarpe e possa essere portato in casa. Però normalmente il pavimento non è una delle superfici che tocchiamo, quindi il rischio è trascurabile. Se in casa ci sono bambini si può mantenere un atteggiamento prudente nel rispetto delle normali norme igieniche, togliendosi le scarpe all’ingresso in casa e pulendo i pavimenti con prodotti a base di cloro all’0.1% (semplice candeggina o varechina diluita).

Mangiare aglio può aiutare a prevenire l’infezione da nuovo coronavirus? Falso L’aglio è un alimento con alcune proprietà antimicrobiche ma non ci sono evidenze di azione preventiva nei confronti del nuovo coronavirus. Allo stesso modo in cui inefficace l’aglio inoltre, è inefficace quindi bere alcoolici (non è possibile “disinfettarsi” con un cocktail), mangiare miele, applicare vaselina intorno alle narici per “intrappolare in virus”, bere molto latte o molta acqua con bicarbonato! Per un periodo era girata anche la bufala che pane e pasta aumentassero il rischio di contagio: non ci sono attualmente evidenze scientifiche che il consumo di carboidrati esponga maggiormente all’infezione. Un’alimentazione bilanciata e variata con il giusto apporto di tutte le sostanze necessarie al buon funzionamento dell’organismo è fondamentale per il benessere di ogni individuo e la prevenzione di molte malattie.

Non serve neppure sudare molto per espellere il virus, o praticare yoga (che può fare molto bene ma per altre cose) o massaggi ayurvedici.

NON ESISTONO AD OGGI FARMACI DA ASSUMERE IN VIA PREVENTIVA! L’Agenzia italiana del farmaco (AIFA) ha autorizzato diversi studi per la sperimentazione di medicinali per il trattamento di Covid-19 e la FDA (Food and Drug Administration – Agenzia per gli alimenti e i medicinali) il 23 agosto 2020 ha rilasciato un’autorizzazione all’uso di emergenza del plasma convalescente sperimentale per il trattamento della malattia Covid-19 ma solo  per i pazienti in ospedale. QUI trovate il riassunto dell’AIFA sui medicinali utilizzabili nei pazienti infetti da Coronavirus.

Per quanto riguarda i vaccini, invece, l’EMA (Agenzia europea del farmaco) il 30 luglio 2020 ha comunicato che 19 potenziali vaccini sono entrati in studi clinici (inclusi quelli di fase 2 e 3). Tuttavia l’Ema stima che potrebbero essere necessari alcuni mesi (almeno fino all’inizio del 2021) prima che un vaccino Covid-19 sia pronto per l’approvazione e disponibile per la diffusione nell’UE/AEE.

FAKE #2: COME SI TRASMETTE IL CORONAVIRUS?

Una delle prime fake news a circolare riguardava gli animali domestici: basandosi sul fatto che i virus della famiglia Corona sono nativi degli animali, alcuni hanno ipotizzato che qualunque animale, anche quello domestico, potesse essere causa di contagio. Purtroppo questa bufala ha portato a un picco di abbandono di animali, prima di essere smentita con forza dall’Istituto Superiore di Sanità: non esiste alcuna evidenza che gli animali domestici giochino un ruolo nella diffusione di SARS-CoV-2 che riconosce, invece, nel contagio interumano la via principale di trasmissione. Tuttavia, poiché la sorveglianza veterinaria e gli studi sperimentali suggeriscono che gli animali domestici siano, occasionalmente, suscettibili a SARS-CoV-2, è importante proteggere gli animali di pazienti affetti da COVID-19, limitando la loro esposizione.

Un’altra delle prime fake news a essere messa in giro è stata quella che il virus si trasmettesse mangiando cibo cinese: ed ecco dunque che i ristoranti cinesi hanno assistito a un drastico calo della loro clientela, impaurita dalla possibilità del contagio. Anche i pacchi e le merci provenienti dalla Cina sono stati messi sotto accusa, come se il virus potesse arrivare impacchettato e resistere ai giorni di viaggio. Ma come si trasmette il Coronavirus? La via di trasmissione principale è quella aerea: microgocce di saliva infetta, prodotte parlando, durante uno starnuto o un colpo di tosse (i cosiddetti droplets o pflugge), possono entrare in contatto con le mucose di un’altra persona o con le superfici. Quando la persona è infetta (compresi gli asintomatici) queste microscopiche goccioline contengono le particelle virali! Per questo si deve mantenere la distanza di sicurezzalavarsi spesso le mani e non toccarsi nasi, occhi e bocca ed indossare la mascherina. Proprio la mascherina è oggetto di una diffusissima fake news legata al rischio di respirare eccessiva Anidride Carbonica (CO2): Non esistono evidenze scientifiche che dimostrino che l’uso prolungato di mascherine possa provocare intossicazione da CO2 o carenza di ossigeno. Sull’utilizzo della mascherina nei bambini la Società Italiana di Pediatria ha precisato, inoltre, che “la quantità della propria anidride carbonica respirata da un bambino sano che indossa la mascherina chirurgica è pressoché impercettibile” e che “i bambini sani che indossano la mascherina chirurgica per più ore al giorno non rischiano la carenza di ossigeno né la morte per ipossia”.

Il contagio quindi non può avvenire né tramite animali domestici, né tramite cibo di cucina cinese, né tramite l’apertura di pacchi o merci provenienti dalla Cina come peraltro ribadito sulla pagine del Ministero della Salute Italiano. Tra l’altro la candeggina non va assolutamente usata per disinfettare le zampe dei cani al rientro da una passeggiata, nemmeno se molto diluita in acqua. Quando si rientra in casa è opportuno provvedere alla sua igiene pulendo prima le zampe con prodotti senza aggiunta di profumo (es. acqua e sapone neutro) e poi asciugandole bene. Non vanno usati prodotti aggressivi né quelli a base alcolica perché possono indurre fenomeni irritativi, causando prurito. Il mantello va, invece, spazzolato e poi passato con un panno umido.

Il nuovo coronavirus è un virus respiratorio che si diffonde principalmente attraverso le goccioline generate quando una persona infetta tossisce o starnutisce, o attraverso goccioline di saliva o secrezioni dal naso: come tale il virus non viene trasmesso dalle punture di zanzare o da altri insetti. Allo stesso modo non ci sono evidenze scientifiche che indichino una correlazione tra epidemia da nuovo coronavirus e rete 5G. Ad oggi, e dopo molte ricerche effettuate, nessun effetto negativo sulla salute è stato collegato in modo causale all’esposizione alle tecnologie wireless sebbene limitare l’utilizzo degli smartphone ed evitare di tenerli a lungo vicino alle orecchio è sicuramente un atteggiamento prudente e consigliabile.

Non è necessario comprare acqua al supermercato per paura di contagiarsi: Bere l’acqua del rubinetto è sicuro. Le pratiche di depurazione cui è sottoposta l’acqua del rubinetto sono efficaci nell’abbattimento dei virus, insieme a condizioni ambientali che compromettono la vitalità dei virus (temperatura, luce solare, livelli di pH elevati) e alla fase finale di disinfezione. Inoltre l’inquinamento da plastica è un’urgenza planetaria trattando grave!

Alcune voci riportavano come per pulire le superfici fosse meglio utilizzare miscele di diversi agenti disinfettanti: Falso e pericoloso! L’utilizzo di disinfettanti ad esempio contenenti alcol al 70% o a base di cloro allo 0,1% (candeggina) è sufficiente ad uccidere il virus sulle superfici annullando la sua capacità di infettare le persone. Mescolare più prodotti insieme pensando di ottenerne uno più potente contro il coronavirus può essere molto nocivo perché espone a prodotti pericolosi che si possono formare durante la miscelazione e può comportare gravi intossicazioni. Una fake news da smentire è anche che l’ozono possa essere usato per disinfettare le superfici: L’ozono non ha proprietà sterilizzanti propriamente dette. Si tratta di una sostanza attualmente sottoposta a valutazione all’interno del Regolamento 528/2012 Biocidi, in attesa di essere autorizzata all’uso come biocida (disinfettante). Le proprietà dell’Ozono, note in letteratura scientifica e già applicate in alcuni settori, non sono al momento sufficienti a garantirne l’adeguatezza dello specifico uso tecnologico come disinfettante, in quanto deve essere sottoposto a prove di efficacia e di sicurezza (potenziali effetti collaterali da scorretto uso o concentrazione inappropriata). Rimane la possibilità di un uso per la sanificazione intesa come intervento di pulizia approfondita incluso in un contesto generale di ottimizzazione delle misure igieniche e microclimatiche, realizzato da parte di personale appositamente formato e adeguatamente protetto.

Ah, il Coronavirus non è un malattia venerea (trasmessa cioè con i rapporti sessuali) ma ci si contagia attraverso la respirazione di aerosol infetto…a buon intenditor poche parole!

FAKE #3: COME CAPIRE SE SI E’ INFETTI DEL CORONAVIRUS?

Per sapere se si è contagiati dal nuovo coronavirus basta pungersi un dito e guardare il colore del sangue: se anziché rosso vivo è scuro il contagio è avvenuto –> FALSO! Nessuna evidenza scientifica ha correlato il colore del sangue all’infezione da nuovo coronavirus.

I sintomi di Covid-19 generalmente sono lievi e in questo caso non impediscono lo svolgimento di attività moderate. Inoltre il modo migliore e scientificamente dimostrato per confermare se si ha il Covid-19 è con un test di laboratorio e non mediante prove di apnea o con esercizi di respirazione (molte catene di sms e whatsapp affermavano che se si fosse stati in grado di trattenere il fiato per più di 10 secondi questo poteva escludere l’infezione)

L’unico modo per sapere se si è portatori del virus, sintomatici o meno, è fare il tampone. E qui è importante smentire che il tempone possa essere pericoloso per il cervello: il tampone è sicuro e non mette a rischio la salute dell’individuo. E’ un importante strumento per diagnosticare la presenza del virus nelle mucose rino-faringee. Tuttavia, essendo un atto medico che prevede di infilare un sottile batuffolo all’interno del naso deve essere effettuato da operatori sanitari specializzati che garantiscono la corretta esecuzione della procedura.

FAKE #4: IL VIRUS E’ STATO CREATO? DA CHI? E PERCHE’?

Ebbene si. Il Virus è stato creato. Da una forza antica e potente che si chiama Evoluzione; in un laboratorio enorme e che ha a disposizione tutti i possibili reagenti: il mondo. E il mandante è la dolce ed insospettabile Madre Natura. Di nuovo, la risposta più semplice. Ma anche la più spaventosa, la meno rassicurante, quella che non ci fornisce un “nemico” contro cui scagliare la paura, la rabbia e la frustrazione di questi mesi.

Riportiamo qui sotto un elenco ad esempio di contenuti non attendibili e fake-news tratti dal web:

  • Il Coronavirus è stato creato da una “congrega” di miliardari che vogliono dare vita ad un nuovo ordine mondiale. Così Paolo Barnard su Twitter. E la catena dei twitter continua.
  • “Il Coronavirus, nome in codice Wuhan-400, è un’arma batteriologica creata dalla Cina che realizza una “profezia” preannunciata in un libro del 1981”. Una “fake news” che allude al racconto di fantasia dello scrittore statunitense Dean Koontz nel libro The Eyes of Darkness, uscito appunto quarant’anni prima. Alcune testate peraltro ne hanno evidentemente subito il fascino stante che ne hanno di fatto agevolato la diffusione, riportando il contenuto di un’intervista video rilasciata ad un sito che si occupa di geopolitica e affari internazionali, da un noto professore di diritto presso l’Università dell’Illinois il quale sosteneva che il coronavirus fosse “un’arma da guerra biologica potenzialmente letale (…) fuoriuscita da un laboratorio di massima sicurezza” di Wuhan.
  • “Il Coronavirus, nome in codice Gorki-400, è un’arma batteriologica creata (questa volta) dall’Unione Sovietica”. Per alludere in questo caso al nome dato al virus letale nella versione originale del 1981 del medesimo libro The Eyes Of Darkness. Nel libro, il virus proveniva dalla Russia ed era chiamato “Gorki-400” dalla città in cui fu creato.
  • E’ stato anche detto che è un’arma sviluppata dagli Stati Uniti. A gennaio un sito russo pubblicò un articolo in tal senso. Ed è noto che una tra le più virali quanto non dimostrabili teorie della cospirazione vi sia anche quella che vede Bill Gates artefice della diffusione intenzionale del virus.
  • Non stupisce dopo tutte queste teorie sull’origine come “arma” del coronavirus che anche in Italia abbiamo la nostra, il famoso servizio di TG Leonardo di Rai 3 del 2015: questo servizio riguardava un esperimento condotto da ricercatori cinesi che avrebbero creato un nuovo virus innestando una proteina presa dai pipistrelli sul virus della SARS (=Severe Acute Respiratory Syndrome, ovvero Sindrome Respiratoria Acuta Grave) ricavato da topi, ottenendo così un super virus che potrebbe colpire l’uomo. Il video si riferisce ad uno studio pubblicato su Nature Medicine nel 2015.Sebbene la creazione di tale virus abbia sollevato dibattito nella comunità scientifica, a marzo 2020 tramite una nota ad un articolo del 2015, gli editor della rivista Nature affermano di “essere consapevoli che questa storia venga utilizzata come base per teorie non verificate secondo le quali il nuovo coronavirus, che causa Covid-19, sia stato ingegnerizzato. Non ci sono prove che questo sia vero; gli scienziati ritengono che un animale sia la fonte più probabile del coronavirus.
  • Il Covid-19 è l’inizio dell’apocalisse con giudizio divino ormai prossimo“Tra le cose più belle della Bibbia ci sono le sue profezie: è uno dei modi che utilizza Dio per guadagnarsi la nostra fiducia. Le profezie che si avverano dimostrano alle persone che ci si può fidare della Bibbia”. Così l’introduzione di uno dei tanti video postati sui social network, caricati dagli influencer della cristianità. E ancora: “Nonostante gli sforzi del mondo della medicina, oggi insorgono nuove malattie ed epidemie. Il coronavirus di Wuhan è solo uno degli esempi che la profezia della fine dei tempi si sta avverando». «I media hanno contribuito a trascinare le persone nella paura del coronavirus. Gesù dice: “Non abbiate paure”. Questa epidemia doveva scoppiare, l’ha predetta Dio, ed è il segno che Gesù sta per arrivare. Vi faccio un appello: siate più preoccupati della vostra salute spirituale che del coronavirus”. Melvin Sandelin, il cui canale YouTube The Christian Life conta circa 80.000 iscritti in gran parte “fedeli”.
  • Oppureil Coronavirus è dipeso dalla tradizione culinaria cinese e dai pipistrelli in particolareSono divenute virali le affermazioni di Luca Zaia del febbraio scorso, che richiamano una altrettanto nota leggenda metropolitana: “li abbiamo visti tutti mangiare topi vivi”. L’effetto che hanno sortito è stato abbastanza impattante, nonostante l’immediata rettifica con tanto di scuse ufficiali all’ambasciata cinese rese dallo stesso e volte a specificare come l’affermazione mirasse al contrario ad evidenziare la “montagna di materiale e video, molti dei quali fake, che pesano sulla reputazione di questo virus”

Di vero c’è che l’organizzazione mondiale della Sanità ha inviato un team di scienziati ad indagare sulla diffusione nel zona di Wuhan del virus per identificare con maggior chiarezza i passaggi del virus nei vari serbatoi animali (leggi QUI). E’ ormai appurato che il SARS-Coronavirus-2 è originato tra i pipistrelli che vivono in Cina e che sono già abitualmente il bacino animale dove vivono i virus (un pò come i papilloma-virus vivono nel bacino umano, o la tenia ha il suo reservoir nei maiali: si tratta delle zoonosi, di cui potete chiedere conferma ad ogni veterinario). L’origine naturale del virus all’interno del bacino animale con progressive mutazioni che lo hanno reso in grado di infettare l’uomo è stata dimostrata dal sequenziamento del suo genoma (vedi qui l’articolo sulla prestigiosa rivista Nature). Molta strada resta ancora da fare per capire i punti deboli di questo virus, e come tracciarlo e monitorarlo nel bacino animale (vedi qui le sfide economiche, politiche e diplomatiche che si trovano ad affrontare gli scienziati).

COME DIFENDERSI DALLE NOTIZIE FALSE SUL CORONAVIRUS?

Prediligere fonti di informazioni sicure e che hanno titolo a parare di Coronavirus come l’Istituto Superiore di Sanità, il Ministero della Salute, la Fondazione Gimbe, la Croce Rossa Internazionale. Molto utili anche le pagine web dedicate al COVD-19 dal Sistema Sanitario Inglese (NHS) e da quello Canadese. La Claire Studi Medici ha creato appositamente delle pagine riassuntive sul Coronavirus che potete trovare QUI partendo da queste autorevoli fonti di informazione.

Gli stessi social network e i motori di ricerca hanno dichiarato guerra alle fake news, invitando a consultare sempre i canali degli organi di rifermento, anche perché nonostante i loro sforzi i social network continuano ad essere terreno fertile per la diffusione delle notizie false!

Ricordiamoci poi che queste regole valgono sempre: le fake news vengono spesso usate dagli algoritmi digitali proprio per attirare l’attenzione e diffuse solo per rilasciare un messaggio pubblicitario spesso associato alla pagina!

Altre volte le fake news sono messaggi o email sensazionali inviate da hacker esperti che puntano sulla curiosità per la notizia per indurre a cliccare link che spesso portano a scaricare inconsapevolmente dei virus ma per il computer! E’ importante quindi tenere gli occhi aperti, leggere le notizie in modo approfondito e ragionare se è il caso di incrementare la diffusione di una notizia prima di aver appurato che sia vera!

BIBLIOGRAFIA:

  1. https://www.agi.it/cronaca/news/2020-03-24/siti-fa…
  2. Rapporto ISS COVID-19 – n. 4/2020“Indicazioni ad interim per la prevenzione e il controllo dell’infezione da SARS-CoV-2 in strutture residenziali sociosanitarie e socioassistenziali. Versione del 24 agosto 2020” (pdf 1,4 Mb).
  3. Il Rapporto ISS COVID-19 n. 16/2020 – “Animali da compagnia e SARS-cov-2: cosa occorre sapere, come occorre comportarsi. Versione del 19 aprile 2020” (pdf 2,1 Mb)
  4. Menachery, V., Yount, B., Debbink, K. et al. A SARS-like cluster of circulating bat coronaviruses shows potential for human emergence. Nat Med 21, 1508–1513 (2015). https://doi.org/10.1038/nm.3985
  5. https://www.nature.com/news/engineered-bat-virus-s…
  6. Andersen, K.G., Rambaut, A., Lipkin, W.I. et al. The proximal origin of SARS-CoV-2. Nat Med (2020). https://doi.org/10.1038/s41591-020-0820-9
  7. Pagina sulle fake news del Governo Italiano: http://www.salute.gov.it/portale/nuovocoronavirus/dettaglioContenutiNuovoCoronavirus.jsp?lingua=italiano&id=5387&area=nuovoCoronavirus&menu=vuoto
  8. Shan-Lu Liu, Linda J. Saif, Susan R. Weiss & Lishan Su (2020) No credible evidence supporting claims of the laboratory engineering of SARS-CoV-2, Emerging Microbes & Infections, 9:1, 505-507, DOI: 10.1080/22221751.2020.1733440

Holter cardiaco a Pinerolo

Holter cardiaco a Pinerolo

L’Holter cardiaco o elettrocardiogramma dinamico secondo Holter è un test non invasivo e indolore che permette di registrare 24 ore su 24 l’attività elettrica del cuore. L’ECG secondo Holter è una metodica diagnostica usata per monitorare l’attività elettrica del cuore durante un intervallo di tempo più o meno ampio, solitamente corrispondente a 24-48 ore, e con i registratori di ultima generazione sino ad un massimo di 15 giorni. La metodica fu ideata nel 1961 e prende il nome dal fisico statunitense Norman J. Holter, suo inventore. E’ possibile prenotarlo ogni venerdì alla Claire Studi Medici a Pinerolo dove verrà eseguito e repertato da un Cardiologo.

A che cosa serve l’holter cardiaco?

L’holter cardiaco è uno strumento importante nello studio di tutte le aritmie e di sintomi quali il cardiopalmo (batticuore), le vertigini (i giramenti di testa), le perdite di coscienza (le sincopi). Può servire a scopo diagnostico o come monitoraggio durante terapie farmacologiche soprattutto al fine di ottimizzarle.

Come si esegue un Holter cardiaco?

L’Holter cardiaco si effettua attraverso un apparecchio che registra per almeno 24 ore l’attività elettrica del cuore: vengono applicati sul torace alcuni elettrodi collegati all’apparecchio portatile (un piccolo registratore a batteria), che il paziente indosserà per il periodo prefissato dal medico, di giorno e di notte, così da registrare in modo continuativo, e durante l’espletamento delle normali attività quotidiane, il suo elettrocardiogramma. E’ possibile eseguire tutte le attività quotidiane senza problemi, l’apparecchio è piccolo e discreto ed invisibile sotto i vestiti. Nel caso di lunghe registrazioni di 15 giorni è possibile staccarlo e riattaccarlo autonomamente in modo molto semplice per farsi la doccia, come verrà spiegato dal cardiologo stesso il giorno dell’applicazione.

Come comportarsi durante la registrazione dell’Holter

Durante la registrazione dell’holter cardiaco il paziente deve eseguire la sua attività quotidiana senza limitazioni, ponendo solo cura al fatto che le piastrine non si stacchino dalla pelle per movimenti eccessivi. Qualora si avverta un disturbo, questo può essere segnalato premendo un pulsante e memorizzato dall’apparecchio.  Al termine il paziente deve consegnare l’apparecchio presso La Claire Studi Medici a Pinerolo, ed il cardiologo analizzerà per determinare una diagnosi e studiare eventuali patologie cardiache.

 

CORONAVIRUS

Il Coronavirus SARS-2 è il virus responsabile dell’infezione chiamata COVID-19.

Coronavirus Pinerolo

Un virus è un microrganismo molto semplice costituito da materiale genetico (DNA o RNA) rivestito da un protezione fatta di proteine. NON è una cellula, è pertanto si comporta come parassita obbligato, in quanto si replica esclusivamente all’interno delle cellule di altri organismi sfuttandone gli apparati. I virus possono infettare tutti i tipi di forme di vita, dagli animali, alle piante, ai microrganismi e anche altri virus.

I coronavirus sono uno dei tantissimi virus che circolano nell’ambiente infettando anche gli esseri umani, e la maggior parte di loro causa raffreddore o gastroenteriti.

Una caratteristica tipica dei virus è quella di modificarsi spesso, praticamente ogni volta che infetta un nuovo soggetto: è accaduto così che un coronavirus che di solito infettava i pipistrelli si sia modificato a causa delle variazioni genetiche diventando in grado di infettare un altro tipo di mammifero, il pangolino, e che da quest’ultimo il virus sia riuscito a fare il salto adattandosi ad infettare gli uomini (anche se recenti evidenze scientifiche di ricercatori italiani sembrano confermare anche la possibilità di passaggio diretto dal pipistrello all’uomo).

L’inizio dell’epidemia è stato in Cina, ed essendo una malattia nuova non è stato facile all’inizio identificarla: il merito in tal senso va ad un giovane medico successivamente deceduto per l’infezione stessa (Dr. Li Wenliang, 1986-2020). Da lì l’infezione si è rapidamente diffusa in tuto il mondo, diventando l’attuale pandemia che flagella ormai tutti i continenti, come potete vedere dalla mappa animata.


Coronavirus Pinerolo

Sebbene in più dell’80% degli individui colpiti la malattia non sembri generare sintomi di rilievo (come peraltro dimostrato dallo studio italiano di Vò Euganeo) essi sono probabilmente comunque contagiosi (anche se probabilmente meno di un sintomatico) e contribuiscono a diffondere il virus che in circa il 20% dei soggetti colpiti causa febbre (80-90% dei casi), tosse (50%), dispnea (ovvero mancanza di fiato), astenia (stanchezza per minime attività) e occasionalmente congiuntivite o diarrea. Per quanto i sintomi si sovrappongano a quelli dell’influenza, la COVID-19 non è un’influenza (anche perché il virus è di un’altra famiglia).

I sintomi respiratori sono legati all’infezione del polmone (ovvero ad una polmonite virale) che quando interessa entrambi i polmoni in maniera diffusa può causare una grave insufficienza respiratoria (detta ARDS, da Acute Respiratory Distress Syndrome). Questa sindrome è causata dal fatto che l’infiammazione dovuta all’infezione è tale da casuare il danneggiamento degli alveoli polmonari, con conseguente accumulo di liquido nei polmoni che perdono la capacità di ossigenare il sangue. Una malattia cosi grave richiede il ricovero e metodi aggressivi per ossigenare il sangue come la ventilazione non invasiva;  Recentemente, alcuni farmaci si sono dimostrati efficaci nel trattamento dell’infezione da coronavirus, andando a ridurre la durata della malattia, la gravità e le complicanze: tra questi ricordiamo il desametasone (una variante del cortisone) che si è dimostrato efficace nel ridurre la mortalità dei pazienti ricoverati, le eparine a basso peso molecolare e il remdesivir.

Nel caso si sviluppino sintomi compatibili con l’infezione è importante mantenere un atteggiamento prudente evitando contatti con altre persone, rimanendo a casa senza recarsi al pronto soccorso o presso gli studi medici, ma contattando il medico di medicina generale, i pediatri di libera scelta, la guardia medica o i numeri regionali. Per il Piemonte i numeri regionali sono:

  • 800 19 20 20 attivo 24 ore su 24
  • 800 333 444 attivo dal lunedì al venerdì, dalle ore 8 alle 20

è possibile inoltre avvertire il numero 1500 del Ministero della Salute e il proprio medico di famiglia che provvederà a rispondere alle domande e fornire i suggerimenti di comportamento e l’eventuale tampone. Vi ricordiamo che nel caso si risulti essere stati in contatto stretto con una persona poi positiva al tampone per il Coronavirus è importante seguire le istruzione del Ministero della Salute come da flow-chart sottostante:

Si parla di “contatto stretto” (esposizione ad alto rischio) quando una persona:

  •  vive nella stessa casa di un malato di COVID-19
  • ha avuto un contatto fisico diretto con un malato (per esempio la stretta di mano)
  • ha avuto un contatto diretto non protetto con le secrezioni di un malato (ad esempio toccare a mani nude fazzoletti di carta usati)
  • ha avuto un contatto diretto (faccia a faccia) con un malato, a distanza minore di 2 metri e di almeno 15 minuti
  •  si è trovata in un ambiente chiuso (ad esempio aula, sala riunioni, sala d’attesa dell’ospedale) con un malato in assenza di dispositivi di protezione individuale
  • è a contatto con un operatore sanitario o altra persona che fornisce assistenza diretta a un malato senza dispositivi di protezione individuale
  • ha viaggiato seduta in treno, aereo o qualsiasi altro mezzo di trasporto entro due posti in qualsiasi direzione rispetto a un caso COVID-19; sono contatti stretti anche i compagni di viaggio e il personale addetto alla sezione dell’aereo/treno dove il caso indice era seduto.

Evitare i contagi è infatti fondamentale per evitare che il virus raggiunga persone anziane, o persone con precedenti problemi geriatrici, cardiologici o pneumologici che sono coloro che presentano la maggior mortalità se infettati (dal 6 al 10%), mentre la mortalità globale in tutta la popolazine sembra essere intorno all’1%. Anche per questo motivo la COVID-19 non è paragonabile ad un’influenza (la cui mortalità è dello 0.1%).

Per chi rientra in Italia dall’estero la regione Piemonte ha stilato delle linee guida di comportamento che sono reperibili qui. E’ importante coordinarsi con il proprio datore di lavoro per le eventuali autocertificazioni al rientro in servizio.

Quando si conclude l’isolamento delle persone risultate infette da SARS-CoV-2?1- bisogna essere asintomatici da almeno 3 giorniE2- sono passati 21 giorni dall’inizio dei sintomi o dal riscontro di tampone positivo 3- sono passati meno di 21 giorni ma è stato eseguito un tampone MOLECOLARE risultato negativoI contatti di caso infetto (che sono sottoposti a QUARANTENA preventiva) possono terminarla dopo 14 giorni di quarantena oppure tra il il 10° e 14° giorno con un tampone ANTIGENICO negativo (unica indicazione prevista per questo tipo di tampone dal DPCM del 12/10/2020)

Al fine di prevenire il contagio e il ritorno del Coronavirus è quindi fondamentale:

-lavarsi spesso le mani con gel alcolici o sapone con acqua per almeno 40 secondi, stofinandosi le mani per rompere l’involucro protettivo del coronavirus. Attenzione però, le mani vanno lavate ogniqualvolta si esca di casa o si tocchino oggetti, ma se si rimane in casa senza contatti non è necessario lavarle troppo spesso: come ci spiega il nostro dermatologo Prof. Strani, il lavaggio troppo frequente può danneggiare la cute favorendo i microtagli da cui il virus può entrare. Quando si rincasa, dopo l’ultimo lavaggio con sapone delicato applicare sempre la crema dermoprotettiva.

-evitare di toccarsi occhi, bocca e naso: le mani non sono una porta di ingresso se la pelle è sana, ma agiscono da veicoli per queste zone.

-lavare spesso i pavimenti con disinfettanti clorati come la candeggina: una soluzione di candeggina diluita (4 cucchiaini di candeggina per 1 litro di acqua) permette la disinfezione da virus. E’ bene usare i guanti mentre si maneggia la candeggina e non mescolarla mai con ammoniaca o altro, ad eccezione dell’acqua. Una volta miscelata, non conservare la soluzione per più di un giorno perché la candeggina degraderà alcuni contenitori di plastica. Poiché la candeggina continua la sua azione anche molto dopo che l’avete passata è necessario sciacquare le superfici con acqua dopo la disinfezione per evitare scolorimenti o danni alla superficie.

-lavare eventuali oggetti potenzialmente contaminati con alcol denaturato: le soluzioni alcoliche con almeno il 70% di alcol sono efficaci contro il coronavirus su superfici dure, lasciandolo agire sulla superficie per almeno 30 secondi per disinfettare. 

-usare le mascherine tipo “chirurgiche” quando si debba andare in luoghi pubblici, ma vanno bene anche quelle fatte in casa per evitare di diffondere involontariamente il contagio (es. tramite improvvisi starnuti o colpi di tosse). Attenzione: le mascherine servono solo quando si rischi di avvicinarsi troppo a contatti esterni. Non servono in casa se si è da soli o con persone abitualmente conviventi, non servono durante la guida se siamo soli in macchina, non servono all’aperto o in luoghi areati se è possibile mantenere una distanza >1.5 metri (possibilmente 2 mt) da altre persone. Quando si utilizzano è sempre importante “presumere” che abbiano funzionato come barriera fermando i veicoli del virus (le famose goccioline) al loro esterno per cui NON BISOGNA toccare le mascherine sul davanti, nè metterle e toglierle in continuazione, soprattutto non vanno tolte per parlare (si mettono quando si esce di casa e si tolgono quando si rientra – non dimentichiamoci che potremmo essere noi i portatori asintomatici!). Devono coprire sempre naso e bocca! devono essere tolte prendendole per gli elastici e una volta riposte o gettate bisogna lavarsi le mani!

ATTENZIONE: Porre assolutamente cura a rompere gli elastici prima di gettare le mascherine per evitare che se disperse nell’ambiente possano nuocere a degli animali, e soprattutto prevenire quest eventualità smaltendole sempre correttamente nei rifiuti! L’inquinamento da mascherine è già adesso diventato un vero e proprio problema ambientale che si somma all’emergenza sanitaria!

-solo nel caso si entri in contatto con malati confermati (come succede a Medici e Sanitari) utilizzare mascherine professionali (le cossidette FPP2 o FPP3): nota bene che queste mascherine se dotate di valvola proteggono si chi le indossa ma contribuiscono a diffondere le sue esalazioni e quindi non proteggono chi gli sta vicino come fa invece la mascherina chirurgica.

Come comportarsi in casa:

Alcune semplici attenzioni ed accorgimenti possono aiutarci a migliorare la qualità dell’aria respirata e ridurre la probabilità di contaminare le superfici domestiche con il virus:

  • Areare frequentemente i locali per garantire il ricambio d’aria: scarsi ricambi dell’aria favoriscono l’esposizione a inquinanti e possono facilitare la trasmissione degli agenti patogeni, nello specifico, del virus ma anche causare sintomi aspecifici da disconfort come disagio, mal di testa, irritazioni di occhi e gola, affaticamento delle vie respiratorie, asma, allergie, problemi cardiovascolari, riduzione delle prestazioni cognitive.
  • Negli ambienti/locali senza finestre (es. ripostigli, bagni, ecc.), ma dotati di ventilatori/estrattori questi devono essere mantenuti in funzione per tutto il tempo di permanenza per ridurre le concentrazioni nell’aria. Pulire regolarmente le prese e le griglie di ventilazione con panni in microfibra inumiditi con acqua e sapone, oppure con alcool etilico al 75% asciugando successivamente.
  • Utilizzare i prodotti detergenti nelle quantità consigliate, e senza mischiarli tra di loro! Scegliere, se possibile, prodotti senza profumazione/fragranze e senza allergeni: il pulito non ha odore mentre le eventuali profumazioni dei detergenti contengono composti chimici volatili che intaccano la qualità dell’aria respirata, per cui è importante arieggiare le stanze sia durante che dopo l’uso dei prodotti per la pulizia, soprattutto se si utilizzano intensamente prodotti disinfettanti e/o detergenti che presentino sull’etichetta simboli di pericolo. 
  • Per le pulizie quotidiane dell’abitazione particolare attenzione deve essere posta alle superfici toccate più frequentemente (es. porte, maniglie delle porte, finestre, tavoli, interruttori della luce, servizi igienici, rubinetti, lavandini, scrivanie, sedie, telefoni cellulari, tastiera, telecomandi e stampanti). Utilizzare panni in microfibra inumiditi con acqua e sapone e/o con alcool etilico al 75% o con una soluzione di ipoclorito di sodio diluita allo 0,5% di cloro attivo per i servizi igienici e le altre superfici (es. la candeggina sul mercato è generalmente al 5% o al 10% di contenuto di cloro), e allo 0,1% di cloro attivo per tutte le altre superfici da pulire, tenendo in considerazione la compatibilità con il materiale da detergere.
  • Evitare o limitare l’utilizzo di bastoncini d’incenso, olii essenziali, diffusori e profumatori di ambienti, in quanto emettono sostanze chimiche inquinanti (Composti chimici volatii e materiale particellare inquinante PM10 e PM2,5). 

Infine, ricordati che le fake news sono molte, talvolta rilasciate appositamente a scopo commerciale o politico: fidati sempre e soltanto di fonti autorevoli in campo sanitario o enti pubblici che si rifacciano a fonti mediche affidabili. Cerca sempre la bibliografia a supporto di quanto affermato e se hai dubbi puoi tornare sul nostro sito e consultare la nostra pagina sulle fake-news da coronavirus QUI.

Bibliografia:

  1. Raccomandazioni World Health Organization (WHO) per 2019-nCoV: (https://www.who.int/emergencies/diseases/novel-coronavirus-2019/technical-guidance)
  2. Coronavirus disease (COVID-19) outbreak: rights, roles and responsibilities of health workers, including key considerations for occupational safety and health. World Health Organization 2020. Available from: https://www.who.int/docs/defaultsource/coronaviruse/who-rights-roles-respon-hw-covid-19.pdf?sfvrsn=bcabd401_0
  3. Critical preparedness, readiness and response actions for COVID-19. World HealthOrganization 2020. Available from: https://www.who.int/emergencies/diseases/novelcoronavirus-2019/technical-guidance/critical-preparedness-readiness-and-response-actionsfor-covid-19
  4. Infection prevention and control during health care when novel coronavirus (nCoV) infection is suspected. Interim Guidance Geneva 2020. WHO/2019-nCoV/IPC/v2020.1: Available from: https://www.who.int/publications-detail/infection-prevention-and-controlduring-health-care-when-novel-coronavirus-(ncov)-infection-is-suspected.
  5. Rational use of personal protective equipment for coronavirus disease 2019 (COVID-19). Interim guidance 27 February 2020. World Health Organization. Available from: https://apps.who.int/iris/bitstream/handle/10665/331215/WHO-2019-nCov-IPCPPE_use2020.1-eng.pdf
  6. Advice on the use of masks in the community, during home care and in health care settings in the context of the novel coronavirus (2019-nCoV) outbreak. Interim guidance 29 January World Health Organization 2020. Available from: https://www.who.int/publicationsdetail/advice-on-the-use-of-masks-in-the-community-during-home-care-and-in-healthcaresettings-in-the-context-of-the-novel-coronavirus-(2019-ncov)-outbreak
  7. European Centre for Disease Control and Prevention. Interim Infection Prevention and Control Recommendations for Patients with Confirmed Coronavirus Disease 2019 (COVID19) or Persons Under Investigation for COVID-19 in Healthcare Settings. [updated 21 Febraury 2020]. Available from: https://www.cdc.gov/coronavirus/2019-nCoV/hcp/infection-control.html.
  8. Gruppo di lavoro ISS Ambiente e Qualità dell’aria indoor. Indicazioni ad per la prevenzione e gestione degli ambienti indoor in relazione alla trasmissione dell’infezione da virus SARS-CoV-2. Versione del 23 marzo 2020. Roma: Istituto Superiore di Sanità; 2020. (Rapporto ISS COVID-19, n. 5/ 2020). 
  9. COVID-19 Data Repository by the Center for Systems Science and Engineering (CSSE) at Johns Hopkins University.

Coronavirus Pinerolo

Tecnica ASVAL per le varici

ASVAL : Ablation Sélective des Varices sous Anésthesie Locale

La chirurgia tradizionale delle vene varicose parte dal principio che queste si propaghino dall’alto verso il basso ( evoluzione discendente), cioè dall’alto della vena safena, a livello dell’inguine, fino ad interessare progressivamente le piccole vene collaterali in basso a livello della gamba, o anche della coscia, che sono poi le varici vere e proprie, più superficiali e quindi visibili.

Tale teoria tuttavia  non spiega i numerosissimi casi di varici con vene safene per nulla o poco interessate dalla malattia: La soluzione radicale consiste nell’intervento di crossectomia e stripping della vena safena più flebectomie delle vene collaterali varicose, cioè nell’asportazione delle vene collaterali e della vena safena, considerata all’origine delle varici, affidando alle vene residue il ritorno del sangue al cuore: è chiaro come l’intervento è relativamente pesante, richiedendo anestesia e ricovero. 

La dott.ssa Angiolina Bello Silva pratica la rimozione delle vene varicose con tecnica ASVAL presso la Claire Studi Medici a Pinerolo:

APPROCCIO A.S.V.A.L.

Partiamo dal principio che le varici si propagano, al contrario, dal basso verso l’alto (evoluzione ascendente), cioè dalle vene collaterali varicose della gamba verso la vena safena.

La soluzione è dolce: il metodo A.S.V.A.L. mira ad eliminare solo le vene collaterali varicose, considerate all’origine della malattia, e che sono la causa dei disturbi clinici ed estetici, unicamente in anestesia locale.

La vena safena viene preservata: anche laddove essa sia interessata dalla malattia varicosa, il solo fatto di asportare le vene varicose collaterali malate, permette alla vena safena di recuperare pienamente la propria funzione. Qualora la safena non sia recuperabile, la tecnica utilizzata per la sua asportazione è comunque improntata alla dolcezza e mini-invasività, in modo da non ridurre significativamente i vantaggi di tale metodo:

– Le varici vengono asportate attraverso microincisioni eseguite con un ago (meno di due millimetri)
Ogni gesto viene eseguito con molta cautela, tirando delicatamente sulle vene, senza sanguinamenti, senza ematomi e senza dolori.

si asportano solo le vene malate ed irrecuperabili. Il metodo ASVALtende a preservare la safena il più possibile
– La conservazione delle vene sane permette di rispettare meglio lafisiologia circolatoria.

Poiché il metodo ASVAL è più dolce e circoscritto, l`anestesia puòessere più leggera ma efficace, senza rischi
Un’anestesia locale limitata ai segmenti di vena da asportare è più che sufficiente.

QUINDI:

Minimi ematomi = minimo dolore: Con il metodo ASVAL, l’anestesia locale, le microincisioni, ilrispetto delle vene sane inducono pochissimi ematomi, e diconseguenza scarsi dolori postoperatori.

Assenza di ricovero = chirurgia ambulatoriale a Pinerolo: La dimissione viene fatta da una a due ore dopo la fine dell’intervento, “camminando”.

Nessun punto di sutura sulla pelle = steril strips (piccoli cerotti adesivi ), impermeabili, che permettono di poter fare ladoccia entro 48 ore. Nessuna medicazionenormalmente ènecessaria per le incisioni sugli arti inferiori.

Microincisioni = risultato estetico decisamente migliore!
Le microincisioni ed il carattere delicato del metodo ASVAL assicuranoun risultato esteticomolto soddisfacente.

Calze elastiche: solo per 2-8 giorni: Ancora una volta il carattere poco traumatico della metodica, limita ad un periodo moltobreve l’obbligo di mettere le calze elastiche, spessopoco confortevoli.

Convalescenza rapida = dai 2 agli 8 giorni in media. La scarsità di ematomi, di dolori e di inabilità consentono una rapidaripresa del lavoro e dellenormali attività.