Fisioterapia

Alla Claire è possibile eseguire sedute di fisioterapia e rieducazione motoria e posturale.

Dott.ssa Elena DOVETTA

Dott. Andrea MAURINO

La fisioterapia è una professione sanitaria (inquadrata secondo il D.M. 741/94) che si occupa di prevenire o curare problemi legati all’apparato muscolo-scheletrico, neurologico o viscerale.

Spesso i medici si riferiscono alla fisioterapia con il termine fisiokinesiterapia o con l’abbreviazione fkt. La fisiokinesiterapia non è altro che la fisioterapia per la riabilitazione motoria. Se dal greco fisio significa naturale, kinesi significa movimento. Quindi fisiokinesiterapia sta per terapia naturale con il  movimento.

Il fisioterapista è un operatore sanitario laureato in Fisioterapia con competenze approfondite dell’anatomia umana e delle patologie legate ad essa, in particolare muscolo-scheletriche o neurologiche. Il percorso di studi per diventare Fisioterapia prevede 3 anni di Università a cui seguono poi master e specialistiche.

Lo scopo principale del fisioterapista è sia quello di prevenire che quello di curare delle difficoltà motorie, presentatesi in seguito ad un trauma oppure dovuti ad altre cause: fisiologiche e posturali.

Il lavoro di prevenzione lo può fare quando identifica delle abitudini scorrette, spesso posturali, che in futuro potrebbero diventare patologiche. Negli atleti invece la prevenzione consiste nell’allenamento della propriocezione e nel rinforzo muscolare mirato per prevenire gli infortuni.

Nella realtà dei fatti sono poche le persone che si rivolgono al fisioterapista in un’ottica di prevenzione, mentre molte di più vi si rivolgono soltanto dopo l’insorgere di un dolore acuto oppure prolungato nel tempo e quindi dopo il manifestarsi della patologia. A questo punto si parla di cura e non più di prevenzione.

Per capire cosa si intende per “molte persone” basta sapere che, secondo la ricerca Global Pain Index, “il dolore muscolo-scheletrico affligge il 91% degli italiani, con circa 4 persone su 10 (40%) che ne soffrono settimanalmente” arrivando fino a 3.3 giorni di lavoro persi in media ogni anno a causa del mal di schiena.