Calorimetria: Misurare il metabolismo basale
Conoscere quanta energia consuma realmente l’organismo a riposo può essere utile per comprendere meglio il fabbisogno energetico individuale e impostare un’alimentazione adeguata alle caratteristiche della persona. A questo scopo è possibile ricorrere alla calorimetria indiretta, un esame assolutamente non invasivo che consente di stimare con elevata precisione il metabolismo basale effettivo, esprimendolo in termini di calorie.
Il metabolismo basale corrisponde al consumo energetico dell’organismo in condizioni di riposo: rappresenta, in altre parole, la quantità di energia necessaria per consentire lo svolgimento delle funzioni basilari dell’organismo.
Come sottolinea la Dr.ssa Mara Antonaccio, biologa nutrizionista a Pinerolo, il metabolismo basale non è uguale per tutti, ma risente di diversi fattori.
Tra questi rientrano:
-
fattori genetici, tra cui il genere, maschile o femminile;
-
età, poiché con l’avanzare degli anni il metabolismo basale tende a diminuire;
-
superficie corporea, quindi peso e altezza, e composizione corporea, determinata dalla quantità di massa grassa e di massa magra o muscolare. La massa magra presenta un consumo energetico maggiore rispetto alla massa grassa;
-
diete eccessivamente restrittive, quando l’apporto calorico giornaliero risulta inferiore alle necessità metaboliche e può determinare un rallentamento del metabolismo basale.
Perché misurare il metabolismo basale può essere utile
La conoscenza del fabbisogno energetico basale effettivo permette di disporre di un dato utile per impostare una terapia dietetica “sartoriale”, cioè costruita sulle specifiche richieste energetiche del singolo paziente. L’obiettivo è favorire una corretta perdita di peso, considerando che l’eccesso ponderale è legato a un introito calorico superiore al dispendio energetico.
La calorimetria indiretta può essere particolarmente utile anche quando il percorso dietetico sembra non dare più risultati. Può infatti accadere che, dopo una prima fase di riduzione del peso ottenuta seguendo una dieta ipocalorica, il calo ponderale si arresti nonostante il paziente continui ad aderire al trattamento.
In condizioni abituali, una dieta bilanciata e ipocalorica associata a livelli adeguati di attività fisica determina una conseguente perdita di peso. In alcuni casi, tuttavia, alla fase iniziale di dimagrimento può seguire una stabilizzazione del peso.
Le ragioni possono essere molteplici: tra queste vi è l’adattamento metabolico dell’organismo al nuovo regime alimentare.
La restrizione calorica e la perdita di peso possono infatti indurre l’organismo ad adattarsi alle nuove condizioni, riducendo le proprie richieste metaboliche giornaliere. In termini pratici, l’organismo può arrivare a consumare meno calorie rispetto alla fase precedente. La misurazione del metabolismo basale effettivo può quindi fornire un elemento utile per comprendere meglio il fabbisogno energetico individuale e orientare la terapia dietetica.
Come si svolge la calorimetria indiretta
La procedura è semplice e non invasiva. L’esame viene effettuato al mattino presto, dopo essere rimasti a digiuno dalla sera precedente e in condizioni di riposo.
Il paziente viene fatto sdraiare su un lettino e deve semplicemente respirare all’interno di un casco trasparente collegato allo strumento. La misurazione dura circa 15 minuti.
Il calorimetro analizza gli scambi gassosi respiratori, misurando la quantità di ossigeno inspirato e di anidride carbonica prodotta. Attraverso questi parametri è possibile stimare l’energia necessaria a soddisfare il fabbisogno energetico basale dell’individuo.
La quantità di ossigeno consumato è direttamente proporzionale alle calorie consumate e viene quindi utilizzata per misurare le calorie dissipate giornalmente.
La quantità di anidride carbonica prodotta consente invece di calcolare il quoziente respiratorio, un parametro che permette di valutare quale substrato energetico viene utilizzato dall’organismo come carburante, distinguendo tra carboidrati e grassi.
La calorimetria indiretta permette così di ottenere una stima del metabolismo basale attraverso la misurazione degli scambi respiratori, fornendo un dato individuale sul consumo energetico a riposo che può essere utilizzato nell’impostazione di un percorso dietetico personalizzato.

