EMERGENZA CORONAVIRUS

Il Coronavirus SARS-2 è il virus responsabile dell’infezione chiamata COVID-19.

Coronavirus Pinerolo

Un virus è un microrganismo molto semplice costituito da materiale genetico (DNA o RNA) rivestito da un protezione fatta di proteine. NON è una cellula, è pertanto si comporta come parassita obbligato, in quanto si replica esclusivamente all’interno delle cellule di altri organismi sfuttandone gli apparati. I virus possono infettare tutti i tipi di forme di vita, dagli animali, alle piante, ai microrganismi e anche altri virus.

I coronavirus sono uno dei tantissimi virus che circolano nell’ambiente infettando anche gli esseri umani, e la maggior parte di loro causa raffreddore o gastroenteriti.

Una caratteristica tipica dei virus è quella di modificarsi spesso, praticamente ogni volta che infetta un nuovo soggetto: è accaduto così che un coronavirus che di solito infettava i pipistrelli si sia modificato a causa delle variazioni genetiche diventando in grado di infettare un altro tipo di mammifero, il pangolino, e che da quest’ultimo il virus sia riuscito a fare il salto adattandosi ad infettare gli uomini (anche se recenti evidenze scientifiche di ricercatori italiani sembrano confermare anche la possibilità di passaggio diretto dal pipistrello all’uomo).

L’inizio dell’epidemia è stato in Cina, ed essendo una malattia nuova non è stato facile all’inizio identificarla: il merito in tal senso va ad un giovane medico successivamente deceduto per l’infezione stessa (Dr. Li Wenliang, 1986-2020). Da lì l’infezione si è rapidamente diffusa in tuto il mondo, diventando l’attuale pandemia che flagella ormai tutti i continenti, come potete vedere dalla mappa animata.


Coronavirus Pinerolo

Sebbene in più dell’80% degli individui colpiti la malattia non sembri generare sintomi di rilievo (come peraltro dimostrato dallo studio italiano di Vò Eurganeo) essi sono sempre e comunque contagiosi (anche se probabilmente meno di un sintomatico) e contribuiscono a diffondere il virus che in circa il 20% dei soggetti colpiti causa febbre (80-90% dei casi), tosse (50%), dispnea (ovvero mancanza di fiato), astenia (stanchezza per minime attività) e occasionalmente congiuntivite o diarrea. Per quanto i sintomi si sovrappongano a quelli dell’influenza, la COVID-19 non è un’influenza (anche perché il virus è di un’altra famiglia).

I sintomi respiratori sono legati all’infezione del polmone (ovvero ad una polmonite virale) che quando interessa entrambi i polmoni in maniera diffusa può causare una grave insufficienza respiratoria (detta ARDS, da Acute Respiratory Distress Syndrome). Questa sindrome è causata dal fatto che l’infiammazione dovuta all’infezione è tale da casuare il danneggiamento degli alveoli polmonari, con conseguente accumulo di liquido nei polmoni che perdono la capacità di ossigenare il sangue. Una malattia cosi grave richiede il ricovero e metodi aggressivi per ossigenare il sangue come la ventilazione non invasiva (la cosidetta cPAP) o addirittura quella invasiva (l’intubazione).

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Anche le forme meno gravi di polmonite possono richiedere il ricovero per permettere un adeguato monitoraggio, mentre in caso di sintomi lievi senza polmonite è possibile rimanere a casa in assoluto isolamento (vuol dire non condividere neppure il bagno con altri).

Nel caso si sviluppino sintomi compatibili con l’infezione è necessario avvertire il numero 1500 e il proprio medico di famiglia che provvederà a rispondere alle domande e fornire i suggerimenti di comportamento, nonchè ritirarsi in casa per almeno 15 giorni senza contatti stretti con nessuno. Oggigiorno non è più necessario essere stati a contatti con un malato confermato di COVID-19 in quanto siamo passati nella cosiddetta fase di Infezione di Comunità, nella quale la trasmissione è possibile tramite i soggetti asintomatici di cui sopra. Per informazioni non sanitarie durante l’emergenza coronavirus è possibile contattare il numero verde 800-333-444, mentre per informazioni sanitarie è stato attivato il numero 800-192020 dall’Assessorato regionale.

Evitare i contagi è fondamentale per evitare che il virus raggiunga persone anziane, o persone con precedenti problemi geriatrici, cardiologici o pneumologici che sono coloro che presentano la maggior mortalità se infettati (dal 6 al 10%), mentre la mortalità globale in tutta la popolazine sembra essere intorno all’1%. Anche per questo motivo la COVID-19 non è paragonabile ad un’influenza (la cui mortalità è dello 0.1%).

 

Al fine di prevenire il contagio quindi è fondamentale:

-lavarsi spesso le mani con gel alcolici o sapone con acqua per almeno 40 secondi, stofinandosi le mani per rompere l’involucro protettivo del coronavirus. Attenzione però, le mani vanno lavate ogniqualvolta si esca di casa o si tocchino oggetti, ma se si rimane in casa senza contatti non è necessario lavarle troppo spesso: come ci spiega il nostro dermatologo Prof. Strani, il lavaggio troppo frequente può danneggiare la cute favorendo i microtagli da cui il virus può entrare. Quando si rincasa, dopo l’ultimo lavaggio con sapone delicato applicare sempre la crema dermoprotettiva.

-evitare di toccarsi occhi, bocca e naso: le mani non sono una porta di ingresso se la pelle è sana, ma agiscono da veicoli per queste zone.

-lavare spesso i pavimenti con disinfettanti clorati come la candeggina: una soluzione di candeggina diluita (4 cucchiaini di candeggina per 1 litro di acqua) permette la disinfezione da virus. E’ bene usare i guanti mentre si maneggia la candeggina e non mescolarla mai con ammoniaca o altro, ad eccezione dell’acqua. Una volta miscelata, non conservare la soluzione per più di un giorno perché la candeggina degraderà alcuni contenitori di plastica. Poiché la candeggina continua la sua azione anche molto dopo che l’avete passata è necessario sciacquare le superfici con acqua dopo la disinfezione per evitare scolorimenti o danni alla superficie.

-lavare eventuali oggetti potenzialmente contaminati con alcol denaturato: le soluzioni alcoliche con almeno il 70% di alcol sono efficaci contro il coronavirus su superfici dure, lasciandolo agire sulla superficie per almeno 30 secondi per disinfettare. 

-usare le mascherine tipo “chirurgiche” quando si debba andare in luoghi pubblici, ma vanno bene anche quelle fatte in casa per evitare di diffondere involontariamente il contagio (es. tramite improvvisi starnuti o colpi di tosse). Attenzione: le mascherine servono solo quando si rischi di avvicinarsi troppo a contatti esterni. Non servono in casa, non servono per recarsi alla macchina o durante la guida se siamo soli in macchina, non servono all’aperto o in luoghi areati se è possibile mantenere una distanza >1.5 metri (possibilmente 2 mt) da altre persone. NON BISOGNA toccare le mascherine sul davanti, nè metterle e toglierle in continuazione, soprattutto non vanno tolte per parlare (si mettono quando si esce di casa e si tolgono quando si rientra – si sono scomode, ma altrimenti non servono). Devono coprire sempre naso e bocca! devono essere tolte prendendole per gli elastici e una volta riposte o gettate bisogna lavarsi le mani!

-solo nel caso si entri in contatto con malati confermati (come succede a Medici e Sanitari) utilizzare mascherine professionali (le cossidette FPP2 o FPP3): nota bene che queste mascherine se dotate di valvola proteggono si chi le indossa ma contribuiscono a diffondere le sue esalazioni e quindi non proteggono chi gli sta vicino come fa invece la mascherina chirurgica.

Ma la misura preventiva più importante è la riduzione dei contatti (da qui il decreto legge DCPM 9/3/2020 e l’iniziativa #iorestoacasa a cui anche la Claire ha contribuito con l’hashtag #iocucinoacasa per promuovere la riscoperta della Dieta Mediterranea come incentivo all’isolamento volontario).

In questo momento ogni persona infetta contagia mediamente più di due persone (esattamente 2.2). Questo parametro – detto R0 – esprime la capacità di diffondere del virus, e l’epidemia comincerà a diminuire solamente quando ogni persona infetta contagerà meno di 1 persona (ovvero R0 <1). Poichè è dimostrato che la maggior parte delle persone infette è asintomatica, è importante che tutti, anche chi sta bene, riducano al minimo i propri contatti (se mediamente riuscissimo a entrare in contatto con meno di una persona per 15 giorni il virus andrebbe a sparire perchè incapace di trovare un nuovo individuo privo di anticorpi in cui replicarsi).

 

Dal punto di vista terapeutico, i casi lievi assegnati all’isolamento domiciliare devono essere trattati con una terapia di supporto (riposo e paracetamolo per la febbre; evitare ibuprofene se possibile, ma al momento l’EMA sta monitorando le segnalazioni ricevute e sembra che non peggiori l’infezione). Farmaci antibiotici o i classici antivirali contro l’influenza non servono e possono dare effetti collaterali per cui vanno assunti solo su indicazione del medico in caso di complicanze. Per i casi ricoverati stanno diventando disponibili alcuni farmaci la cui somministrazione può avvenire solo in ospedale (tolicizumab, lopinavir e ritonavir).

Come comportarsi in casa:

Alcune semplici attenzioni ed accorgimenti possono aiutarci a migliorare la qualità dell’aria respirata e ridurre la probabilità di contaminare le superfici domestiche con il virus:

  • Areare frequentemente i locali per garantire il ricambio d’aria: scarsi ricambi dell’aria favoriscono l’esposizione a inquinanti e possono facilitare la trasmissione degli agenti patogeni, nello specifico, del virus ma anche causare sintomi aspecifici da disconfort come disagio, mal di testa, irritazioni di occhi e gola, affaticamento delle vie respiratorie, asma, allergie, problemi cardiovascolari, riduzione delle prestazioni cognitive.
  • Negli ambienti/locali senza finestre (es. ripostigli, bagni, ecc.), ma dotati di ventilatori/estrattori questi devono essere mantenuti in funzione per tutto il tempo di permanenza per ridurre le concentrazioni nell’aria. Pulire regolarmente le prese e le griglie di ventilazione con panni in microfibra inumiditi con acqua e sapone, oppure con alcool etilico al 75% asciugando successivamente.
  • Utilizzare i prodotti detergenti nelle quantità consigliate, e senza mischiarli tra di loro! Scegliere, se possibile, prodotti senza profumazione/fragranze e senza allergeni: il pulito non ha odore mentre le eventuali profumazioni dei detergenti contengono composti chimici volatili che intaccano la qualità dell’aria respirata, per cui è importante arieggiare le stanze sia durante che dopo l’uso dei prodotti per la pulizia, soprattutto se si utilizzano intensamente prodotti disinfettanti e/o detergenti che presentino sull’etichetta simboli di pericolo. 
  • Per le pulizie quotidiane dell’abitazione particolare attenzione deve essere posta alle superfici toccate più frequentemente (es. porte, maniglie delle porte, finestre, tavoli, interruttori della luce, servizi igienici, rubinetti, lavandini, scrivanie, sedie, telefoni cellulari, tastiera, telecomandi e stampanti). Utilizzare panni in microfibra inumiditi con acqua e sapone e/o con alcool etilico al 75% o con una soluzione di ipoclorito di sodio diluita allo 0,5% di cloro attivo per i servizi igienici e le altre superfici (es. la candeggina sul mercato è generalmente al 5% o al 10% di contenuto di cloro), e allo 0,1% di cloro attivo per tutte le altre superfici da pulire, tenendo in considerazione la compatibilità con il materiale da detergere.
  • Evitare o limitare l’utilizzo di bastoncini d’incenso, olii essenziali, diffusori e profumatori di ambienti, in quanto emettono sostanze chimiche inquinanti (Composti chimici volatii e materiale particellare inquinante PM10 e PM2,5). 

Bibliografia:

  1. Raccomandazioni World Health Organization (WHO) per 2019-nCoV: (https://www.who.int/emergencies/diseases/novel-coronavirus-2019/technical-guidance)
  2. Coronavirus disease (COVID-19) outbreak: rights, roles and responsibilities of health workers, including key considerations for occupational safety and health. World Health Organization 2020. Available from: https://www.who.int/docs/defaultsource/coronaviruse/who-rights-roles-respon-hw-covid-19.pdf?sfvrsn=bcabd401_0
  3. Critical preparedness, readiness and response actions for COVID-19. World HealthOrganization 2020. Available from: https://www.who.int/emergencies/diseases/novelcoronavirus-2019/technical-guidance/critical-preparedness-readiness-and-response-actionsfor-covid-19
  4. Infection prevention and control during health care when novel coronavirus (nCoV) infection is suspected. Interim Guidance Geneva 2020. WHO/2019-nCoV/IPC/v2020.1: Available from: https://www.who.int/publications-detail/infection-prevention-and-controlduring-health-care-when-novel-coronavirus-(ncov)-infection-is-suspected.
  5. Rational use of personal protective equipment for coronavirus disease 2019 (COVID-19). Interim guidance 27 February 2020. World Health Organization. Available from: https://apps.who.int/iris/bitstream/handle/10665/331215/WHO-2019-nCov-IPCPPE_use2020.1-eng.pdf
  6. Advice on the use of masks in the community, during home care and in health care settings in the context of the novel coronavirus (2019-nCoV) outbreak. Interim guidance 29 January World Health Organization 2020. Available from: https://www.who.int/publicationsdetail/advice-on-the-use-of-masks-in-the-community-during-home-care-and-in-healthcaresettings-in-the-context-of-the-novel-coronavirus-(2019-ncov)-outbreak
  7. European Centre for Disease Control and Prevention. Interim Infection Prevention and Control Recommendations for Patients with Confirmed Coronavirus Disease 2019 (COVID19) or Persons Under Investigation for COVID-19 in Healthcare Settings. [updated 21 Febraury 2020]. Available from: https://www.cdc.gov/coronavirus/2019-nCoV/hcp/infection-control.html.
  8. Gruppo di lavoro ISS Ambiente e Qualità dell’aria indoor. Indicazioni ad per la prevenzione e gestione degli ambienti indoor in relazione alla trasmissione dell’infezione da virus SARS-CoV-2. Versione del 23 marzo 2020. Roma: Istituto Superiore di Sanità; 2020. (Rapporto ISS COVID-19, n. 5/ 2020). 

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