La Claire

Dott. Paolo Lavini – Pinerolo

Paolo Lavini, medico chirurgo, laureato in Medicina e chirurgia nel 1978 a Torino. È iscritto all’albo Provinciale dei Medici Chirurghi di TORINO dal 27/06/1978. Esercita la professione di Medico di Medicina Generale e Internista, ed Osteopata.

 

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Eco-Doppler Pinerolo

Eco-Doppler è un termine medico che si sente molto parlando di ecografie, ma spesso genera confusione. Cerchiamo di fare chiarezza.

Per Eco-Doppler si intende l’integrazione nell’esame ecografico (cioè durante un ecografia) della tecnologia che sfrutta l’effetto Doppler (scoperto dal famoso fisico austriaco di cui porta il nome). Di conseguenza virtualmente ogni ecografia si può avvalere dell’eco-Doppler, che serve a visualizzare il flusso (cioè lo spostamento di un liquido) all’interno dell’area analizzata. Questa visualizzazione può essere sia sotto forma di onde (Doppler Continuo, CW o Pulsato, PW) oppure di immagini colorate (color-Doppler)

E’ chiaro quindi che per alcuni esami la presenza della parte Doppler è fondamentale, come nello studio del Cuore da parte del cardiologo (in questo caso l’esame è comunemente indicato come ecocardiogramma transtoracico, ma a volte viene indicato come eco-color-Doppler o ecocardiocolorDoppler complicando le cose)  o nella valutazione dei vasi (cioè le arterie e le vene) come negli eco-Doppler vascolari.

Di seguito, alcune spiegazioni su alcuni degli eco-Doppler vascolari eseguibili a Pinerolo presso La Claire Studi Medici:

Che cos’è l’eco-Doppler venoso arti inferiori e a cosa serve?

L’eco-color-Doppler è una metodica diagnostica non invasiva che permette di visualizzare i principali vasi sanguigni e studiare il flusso ematico al loro interno. È un esame che non reca alcun dolore o fastidio, eseguito ambulatorialmente dal radiologo senza alcun rischio per il paziente.

Attraverso lo studio delle vene del sistema profondo degli arti inferiori, il radiologo può accertare o escludere la diagnosi di trombosi venosa profonda (TVP) e controllarne dell’evoluzione nel tempo. Attraverso lo studio delle vene del sistema superficiale, si valutano inoltre la malattia varicosa e le sue complicanze. È l’esame fondamentale nella valutazione dell’anatomia della malattia varicosa, allo scopo di preparare alla chirurgia endovascolare (EVLA), tradizionale (flebectomio o scleroterapia) o al trattamento medico elastocompressivo.

Che cos’è l’Eco-color-Doppler arterioso degli arti inferiori?

L’Eco-color-Doppler arterioso degli arti inferiori è un esame diagnostico non invasivo il cui obiettivo è analizzare la circolazione arteriosa a livello delle gambe e dell’addome.

Si tratta di un’ecografia, potenziata dai valori visivi (color) e acustici (Doppler), in grado di studiare le condizioni interne dei vasi e il flusso del sangue che scorre al loro interno.

A cosa serve l’Eco-color-Doppler arterioso degli arti inferiori?

Grazie all’Eco-color-Doppler arterioso degli arti inferiori è possibile effettuare una valutazione delle condizioni dei vasi di conduzione del sangue arterioso che raggiungono i tessuti delle gambe.

Questo esame consente di verificare o monitorare condizioni di:

  • Stenosi dei vasi delle gambe: questi restringimenti possono causare dolore ai polpacci mentre si cammina.
  • Trombosi
  • Aneurismi (cioè allargamenti) dei vasi delle gambe.

Che cos’è l’Eco-color-Doppler TSA?

L’Eco-color-Doppler TSA è un esame diagnostico non invasivo (è sempre una forma di ecografia) il cui obiettivo è monitorare la circolazione arteriosa che dalle carotidi e dalle arterie vertebrali raggiunge il cervello.

Si tratta di un’indagine ecografica potenziata dai valori visivi (color) e acustici (doppler), in grado di esaminare le condizioni interne dei vasi sanguigni e il flusso che vi scorre.

A cosa serve l’Eco-color-Doppler TSA?

Grazie all’Eco-color-Doppler TSA è possibile confermare o escludere la presenza di placche nei vasi deputati a far arrivare al cervello il sangue ossigenato. Queste placche, anche dette ateromi, potrebbero favorire l’insorgenza di un ictus.

Nutrizionista Pinerolo: Dott.ssa Chiara Porta

Laureata in Scienze Biologiche all’Università di Torino nel 2009 con specializzazione in Scienze della Nutrizione e dell’Alimentazione Umana. Per affinare la sua formazione ha frequentato diversi master: il primo, ottenuto nel 2013, in Scienza e Tecnologia degli Alimenti e della Nutrizione Umana “Michele Ferrero”, il secondo, nel 2018, presso la scuola SANIS (Scuola di Nutrizione e Integrazione nello Sport) sede di Torino; l’ultimo master, conseguito nel 2023, è in Nutrizione PNEI (Psico-Neuro-Endocrino-Immunologia), all’Università Europea di Roma.

L’esperienza lavorativa inzia con l’analisi di laboratorio degli alimenti, presso l’Istituto Zooprofilattico di Cuneo, e in Francia, all’Institut Nationale des Sciences Appliquées (INSA) di Toulouse ha collaborato ad un progetto di ricerca nel campo della microbiologia. Nel 2012 è assunta all’Ospedale di Ceva collaborando con dietologi, dietisti e psicologi. Nel periodo del primo master ha lavorato presso lo stabilimento Ferrero ad Alba dove ha condotto un progetto di ricerca volto al miglioramento nutrizionale di alcuni particolari prodotti dolciari. Oggi svolge tra le altre l’attività di biologa nutrizionista a Pinerolo.

Dal 2015 si dedica anche all’organizzazione e gestione di conferenze volte all’educazione nell’ambito della nutrizione e dell’igiene degli alimenti. Da ex atleta (ginnasta agonista di ritmica e Ju Jitsu) e tecnico sportivo, ha sviluppato una sensibilità particolare per la nutrizione sportiva, aiutando gli atleti o le persone interessate a migliorare le proprie performance attraverso l’organizzazione dei pasti e della posologia corretta degli alimenti.

Nel suo lavoro di biologa nutrizionista a Pinerolo si basa sulla comprensione del sistema completo della persona, che tiene in considerazione sia l’aspetto psicologico che fisico. Secondo il suo metodo, la prima seduta si svolge con l’ascolto della storia del paziente per raccogliere più dati possibili con un questionario e attraverso valutazioni antropometriche, per poter poi formulare piani alimentari su misura. Nelle visite di controllo, si monitora il progresso del percorso alimentare, ascoltando attentamente i feedback della persona e, se necessario, apportando eventuali adattamenti.

Come ci ha detto lei stessa: “Il mio obiettivo è andare incontro alla persona, capendo le sue necessità e accompagnandola nel percorso di miglioramento nutrizionale. Quello che considero importante è soprattutto il mantenimento nel tempo della dieta, intesa come corretta alimentazione, per un risultato di benessere psicofisico a lungo termine: in ogni caso, evito sempre di prescrivere programmi e diete troppo rigide ed esigenti al paziente, puntando, invece, sull’educazione alimentare per il raggiungimento e mantenimento di un buono stato di salute nel tempo. Se necessario, mi avvlago del supporto di altri specialisti come fisioterapisti, psicologi, cardiologi, endocrinologi. In questo modo, la persona diventa più consapevole degli alimenti e impara a regolarsi autonomamente. Tutto ciò per favorire un percorso il più possibile motivante e piacevole, per un’alimentazione più sana ed equilibrata”.

Dott. Alessandro Galluzzo – cardiologo, ecocardiogramma a Pinerolo

Dott. Alessandro Galluzzo, visite cardiologiche ed ecocardiogramma a Pinerolo:


In servizio presso l’ospedale di Rivoli (A.S.L. TO3), specialista in Cardiologia.

Laureatosi e specializzatosi a Torino, ha frequentato il master in terapia intensiva cardiologica presso
l’Università degli Studi di Firenze
. Ha poi partecipato al master europeo di scompenso cardiaco
presso l’Università degli Studi di Zurigo sviluppando competenze ulteriori di ecocardiogramma (conosciuto anche come ecocardiografia o ecoDoppler cardiaca) e gestione dello scompenso cardiaco.

Attualmente lavora come cardiologo presso l’ospedale diRivoli dove si occupa di terapia intensiva cardiologica, scompenso cardiaco avanzato, ecocardiogramma, cardiomiopatie e risonanza magnetica cardiaca.

Riceve per visita cardiologica e per ecocardiogramma a Pinerolo presso lo studio medico La Claire e in Ospedale a Rivoli (CUP ALPI A.S.L. TO3).

Igiene del sonno: 15 consigli per dormire bene

 

Circa il 35-50% di adulti in tutto il mondo manifesta regolarmente sintomi di insonnia, spesso correlata allo stress. Spesso l’insonnia è però l’effetto di diversi “errori” di stile di vita, non solo lo stress.

Qui sotto troverai alcune cose su cui puoi agire per migliorare la qualità del tuo sonno, secondo i principi anche definiti di “igiene del sonno”:

  1. Mettersi a letto soltanto se si ha veramente sonno. Più si cerca di prendere sonno forzatamente e più aumenta il livello di arousal, cioè il risveglio attento.
  2. Associare il letto unicamente al sonno e creare delle proprie routine pre-addormentamento. Prima di predisporsi all’addormentamento è importante svolgere attività che possano segnalare alla nostra mente che è arrivato il momento di dormire (come indossare il pigiama, fissare la sveglia, lavare i denti).
  3. Evitare l’utilizzo di schermi (computer, tablet, smartphone o televisione) prima di andare a letto. Gli schermi delle televisioni, dei laptop o degli smartphone dispongono di una retroilluminazione a LED. Questa forma di luce presenta una struttura simile alla luce del giorno. La parte di luce blu segnala al cervello che si è in pieno giorno e che la melatonina, che avvia il processo di addormentamento, non deve ancora essere rilasciata. Di conseguenza il cervello rimane attivo, fatto che ritarda il processo di rilassamento e di addormentamento.
  4. Al mattino esporsi rapidamente alla luce del giorno. Per lo stesso motivo di cui sopra, l’attivazione del cervello da parte del sole aiuta a regolarizzare il ritmo biologico del corpo, il cosiddetto ritmo circadiano.
  5. Mantenere orari di addormentamento e risveglio regolari, e in generale sarebbe meglio dormire sempre almeno 7-8 ore per notte.
  6. Evitare sonnellini diurni. Il sonnellino riduce la propensione serale verso il sonno, tuttavia una breve “siesta” nel primissimo pomeriggio, è un fatto fisiologico per molti di noi e non interferisce significativamente con il sonno notturno.
  7. Non assumere alcolici nelle 2-3 ore precedenti il periodo di sonno. L’alcool disturba l’architettura del sonno causando risvegli notturni e agitazione.
  8. Evitare l’assunzione di sostanze eccitanti 6 ore prima di andare a dormire. Devono essere evitate tutte le sostanze stimolanti (coca cola, thè, caffè, ginseg, ma anche cioccolata e zuccheri semplici in generale).
  9. Non fumare nell’ultima mezzora prima di andare a dormire. La nicotina è una sostanza stimolante che compromette l’addormentamento e il sonno.
  10. Non bere grosse quantità di liquidi prima di andare a dormire. Bere eccessivamente la sera può innescare risvegli intra-sonno per lo stimolo a urinare.
  11. Non praticare attività fisica prima di andare a dormire. . La regolazione della temperatura corporea è strettamente connessa con quella del ciclo sonno/veglia. Alla diminuzione della temperatura corrisponde un aumento della propensione al sonno. Praticando esercizio fisico nelle due-tre ore precedenti l’ora di coricarci, provocheremo un aumento di temperatura inizialmente, che poi scenderà al momento in cui ci coricheremo, creando una condizione di propensione al sonno.
  12. Il bagno caldo serale non dovrebbe essere fatto nell’immediatezza di coricarsi ma almeno 1-2 ore prima di coricarsi per lo stesso motivo di riscaldamento corporeo di cui sopra.
  13. Praticare delle routine di rilassamento come 15-20 minuti di meditazione di focalizzazione sul respiro o sulle parti del corpo per favorire lo svuotamento della mente ed un maggior controllo dei pensieri disturbanti. Scopri di più sulla meditazione cliccando qui.
  14. La stanza in cui si dorme non dovrebbe ospitare altro che l’essenziale per dormire. E’ da sconsigliare la collocazione nella camera da letto di televisore, computer, scrivanie per evitare di stabilire legami tra attività non rilassanti e l’ambiente in cui si deve invece stabilire una condizione di relax che favorisca l’inizio ed il mantenimento del sonno notturno.
  15. L’ambiente in cui si dorme deve essere sufficientemente buio, silenzioso e di temperatura adeguata (evitare eccesso di caldo o di freddo).

 

COSA È LA MEDICINA DEL SONNO?

La Medicina del sonno è una disciplina che negli ultimi anni ha subito un netto incremento di interesse  sia da parte di varie categorie specialistiche mediche sia da parte di diversi operatori nell’ambito della prevenzione nel settore sanitario.
Il neurologo, il cardiologo, lo pneumologo, così come l’otorinolaringoiatra, l’endocrinologo e l’internista, quotidianamente possono trovarsi a dover affrontare situazioni in cui è necessaria una conoscenza dei disturbi sonno correlati, delle potenzialità diagnostiche strumentali e dei diversi provvedimenti terapeutici farmacologici o non-farmacologici.

 

APNEE NOTTURNE, COSA SONO?

La sindrome delle Apnee ostruttive nel sonno (OSAS), per esempio, tipicamente legata al sovrappeso, è un fattore di rischio riconosciuto per le malattie cardiovascolari, prima fra tutte l’ipertensione arteriosa.

D’altro canto una buona percentuale di pazienti con cardiopatia presenta disturbi del respiro in corso di sonno che possono essere corretti con supporti di ventilazione notturni che permettono di prevenire le complicanze cardiovascolari. L’OSAS è inoltre la principale causa di eccessiva sonnolenza diurna che rappresenta un enorme problema sanitario e sociale, costituendo uno dei principali determinanti di incidenti alla guida e sul posto di lavoro. Se pensi di soffrire di OSAS rivolgiti ad uno dei nostri specialisti a Pinerolo per capire come risolvere il problema.

Dr.ssa ELISA Bianco, logopedista

La Dottoressa Elisa Bianco, logopedista a Pinerolo, si è laureata presso l’Università di Torino ed esercita nel Pinerolese. Negli anni successivi alla Laurea ha seguito diversi corsi di approfondimento in merito allo squilibrio oro-facciale, al trattamento di Disturbi specifici di Lnguaggio e di Apprendimento in età evolutiva.

Si occupa inoltre di disturbi comunicativi in soggetti adulti e geriatrici, insorti per cause traumatiche, ischemiche o malattie neurodegenerative.

Al momento è impegnata in un corso di Alta Formazione per diventare un’esperta in materia di motricità oro-facciale.

La Dottoressa Elisa Bianco, logopedista a Pinerolo, riceve su appuntamento presso lo studio medico La Claire di Pinerolo, inoltre visita a domicilio o in RSA.

 

Chi è il logopedista?

E’ il professionista sanitario specializzato nella valutazione e nella riabilitazione di patologie e disturbi che interessano voce, linguaggio comunicazione, apprendimento e deglutizione.

Le principali aree di intervento di un logopedista riguardano i Disturbi specifici di Linguaggio, i disturbi secondari a deficit neurologici e cognitivi, i disturbi della fluenza, i Disturbi specifici dell’apprendimento e i disturbi comunicativi quali afasia e disartria. Occupano inoltre una porzione significativa dell’azione del logopedista i disturbi della deglutizione quali disfagia e deglutizione disfunzionale.

 

Dott. Simone BELSANTI – ortopedico a Pinerolo

Il Dott. Simone Belsanti, ortopedico a Pinerolo, si occupa principalmente di chirurgia ortopedica dell’arto inferiore. Tratta a tutto tondo la chirurgia del piede e della caviglia e si occup anche di chirurgia protesica di ginocchio e anca e di chirurgia artroscopica di ginocchio.

Inoltre è in grado di effettuare visite anche di chirurgia della spalla e tratta patologie di chirurgia della mano quali dita a scatto e la sindrome del tunnel carpale. 

Effettua terapie infiltrative quali infiltrazioni di ginocchia, spalle, caviglie. 
 
Dal 2014 il Dott. Belsanti lavora presso la Clinica Eporediese di Ivrea con contratto libero professionale di I livello.

Intervento alla Cataratta

La cataratta è una malattia che causa l’offuscamento del cristallino (la piccola lente sita dietro l’iride) che in maniera progressiva perde la sua trasparenza compromettendo il visus della persona che ne è affetta.

La modificazione della struttura del cristallino, dovuta all’ossidazione delle proteine presenti nella lente, causa la deviazione dei raggi luminosi in più direzioni pregiudicando la capacità di messa a fuoco.

I sintomi sono:
– l’annebbiamento della vista
– il progressivo aumento della fotosensibilità in assenza di dolore

Le cause della cataratta sono da ricercare nel complessivo processo degenerativo a cui le cellule vanno incontro con il passare degli anni quindi non ci sono cure preventive,

Anche se negli ultimi anni studi scientifici hanno suggerito che che le diete ipoproteiche rallentino la comparsa della cataratta, ad oggi non esistono cure farmacologiche per questa patologia, e l’unica soluzione a cui ricorrere è rappresentata dall’intervento chirurgico.

L’intervento alla cataratta, che cos’è?

Consiste nella asportazione del cristallino divenuto opaco e nell’introduzione di una lente al suo posto (cristallino artificiale) che lo sostituisca nella sua funzione.

Esami pre-operatori

Benchè l’intervento sia poco invasivo e non richieda più l’anestetizzazione totale del paziente ma solo anestesia locale per mezzo di colliri, è consigliato eseguire uno screening di base con esami del sangue, delle urine e una rx toracica per accertare lo stato di salute generale.

Il primo esame specialistico è la visita oculistica: l’oculista a Pinerolo (dr. Stefano Amasio) andrà ad identificare quale sia l’occhio dominante tra i due, poi si procederà all’esame del fondo oculare per valutare lo stato della retina, l’ecobiometria per valutare la potenza della lente che verrà inserita nella sacca capsulare, l’esame bio-microscopico con lampada a fessura che darà al chirurgo indicazioni sul grado di durezza del cristallino, la tonometria con cui si misurerà la pressione endooculare e, in caso di patologie retiniche, si procederà alla stratigrafia OCT della regione maculare.

L’intervento alla cataratta

Rispetto ai primi interventi in cui si doveva incidere e rimuovere in tot il cristallino, ad oggi si utilizza un particolare strumento chiamato facoemulsificatore, in grado di frammentare ed aspirare il cristallino da una piccola apertura, attraverso un taglio di poco più di 1 mm. I cristallini artificiali sono lenti pieghevoli iniettabili attraverso un’apertura di poco più di 2 mm.
L’intervento viene svolto in genere in regime di Day-Surgery, e dopo l’intervento si recupera l’acutezza visiva nell’arco di alcune ore (al massimo qualche giorno). Il Dr. Stefano Amasio opera presso il Centro Chirurgico di Avigliana (Ospedale di Avigliana, ASL TO3). Nei giorni successivi la cura dell’occhio sarà a base di colliri.

Il medico prescriverà di norma due colliri da applicare nell’occhio operato per circa 4 volte al giorno.
Nelle prime due settimane si applicherà un collirio antibiotico, seguito da un ciclo di 14 giorni a base di collirio antinfiamatorio.
In tutto, la durata della terapia farmacologica coprirà un periodo di un mese dalla data dell’intervento.
E’ importante inoltre nelle settimane successive indossare occhiali da sole durante l’esposizione alla luce e applicare una protezione in plastica durante la notte per proteggere l’occhio da eventuali traumi e dalla polvere, evitando che l’occhio venga a contatto con sostanze irritanti come saponi, trucchi o tinte per i capelli.

INFORMATIVA EX ART.1, COMMA 125-quinquies DELLA LEGGE 124/2017

INFORMATIVA EX ART.1, COMMA 125-quinquies DELLA LEGGE 124/2017

ANNO 2021

 DICHIARAZIONE DI ESISTENZA DI AIUTI SOGGETTI ALL’OBBLIGO DI PUBBLICAZIONE NEL REGISTRO NAZIONALE DEGLI AIUTI DI STATO

TITOLO MISURATIPO MISURACORNORMA MISURA  TITOLO PROGETTO
Esenzioni fiscali e crediti d’imposta adottati a seguito della crisi economica causata dall’epidemia di COVID-19 [con modifiche derivanti dalla decisione SA. 62668 e dalla decisione C(2022) 171 final su SA 101076)Regime di aiuti6519735DL n. 34/2020 – misure urgenti in materia di salute, sostegno al lavoro e all’economia nonché di politiche sociali connesse all’emergenza epidemiologica da Covid 19Disposizioni in materia di versamento dell’IRAP
COVID-19: Fondo di garanzia PMI Aiuto di stato SA.59655 – Proroga SA.56966Regime di aiuti4907759DECRETO-LEGGE 8 aprile 2020, n. 23COVID-19: Fondo di garanzia PMI Aiuto di stato SA. 56966 (2020/N

Dott. Alessandro ROCCA – urologo

 

Dr. Alessandro Rocca, urologo a Pinerolo (ospedale Mauriziano)

Specialista in Urologia dal 2003, il Dr. Alessandro Rocca ha maturato una ricca esperienza professionale in numerosi ospedali Piemontesi (approdando infine all’Ospedale Mauriziano di Torino). Esperienza riconosciuta dai numerosi corsi in ecografia e trattamento avanzato del tumore della prostata frequentati ma anche dai prestigiosi riconoscimenti sia scientifici sia tecnici (compreso il Diploma di Esperto nell’utilizzo del sistema mini-invasivo di trattamento del Carcinoma Prostatico, Focal One).

 

Si occupa di diverse problematiche urologiche:

  • Calcolosi Renale
  • Cistite
  • Cistocele
  • Tumore del testicolo
  • Incontinenza urinaria
  • Tumore della prostata
  • Varicocele
  • Tumore del rene
  • Tumori della vescica urinaria
  • Ipertrofia prostatica

Fibrillazione Atriale

 
 
Il sistema di conduzione
La fibrillazione atariale (e il flutter atriale) sono delle forme di aritmia, cioè degli impulsi elettrici anomali a lievllo cardiaco che causano una contrazione veloce ed irregolare degli atri (le camere superiori del cuore, in cui si raccoglie il sangue proveniente dalle vene); alcuni impulsi elettrici raggiungono i ventricoli (le camere inferiori del cuore, che servono a spingere il sangue nell’organismo attraverso le arterie) e li fanno contrarre con più rapidità e minore efficienza, casusando sintomi come batticuore, capogiri, mancanza di fiato e più facile affaticabilità. L’attività elettrica che ne risulta infatti è caotica anziché organizzata, e quindi le pareti atriali tremano anziché contrarsi. Durante il flutter atriale, invece, l’attività elettrica negli atri è coordinata, ma a causa dell’aritmia gli atri si contraggono ma a una frequenza molto aumentata (250-350 battiti al minuto), che impedisce la conduzione di ogni singolo impulso attraverso il nodo atrioventricolare verso i ventricoli: nella maggioranza dei casi si osserva infatti una frequenza ventricolare di circa 150 battiti al minuto.

Fibrillazione atriale La fibrillazione atriale e il flutter atriale possono comparire e risolversi a intervalli alterni o essere continui, e spesso originano da condizioni che causano una dilatazione degli atri, come l’ipertensione arteriosa, è per fare la diagnosi è sufficiente spesso la visita cardiologica con esecuzione dell’elettrocardiogramma (ECG). L’ecocardiogramma è poi fondamentale per capire se l’aritmia è dovuta ad un problema strutturale e in particolare per escludere malattie delle valvole cardiache. Il trattamento comprende farmaci che hanno lo scopo di a rallentare le contrazioni ventricolari o di ripristinare il ritmo normale e, talvolta, shock elettrici (cardioversione) per il ripristino del normale ritmo cardiaco.

 

Cause della fibrillazione atriale e del flutter atriale

La fibrillazione o il flutter atriale possono occasionalmente verificarsi in assenza di altre cardiopatie, ma spesso si associano a sottostanti patologie come:

 

Complicanze

Le principali complicanze comprendono:

  • Coaguli di sangue negli atri: poicè lo svuotamento degli atri nei ventricoli non avviene in modo efficiente, nel tempo una certa quantità di sangue può ristagnare all’interno degli atri, formando piccoli coaguli di sangue. A volte il coagulo può staccarsi, spesso poco dopo il termine della fibrillazione atriale e il ripristino del ritmo sinusale. I frammenti possono quindi essere pompati insieme al sangue, andando infine ad ostruire una piccola arteria: se l’arteria ostruita è un’arteria cerebrale, si verifica un ictus
  • Elevata frequenza cardiaca, con conseguente ridotta gittata cardiaca e possibilità di affaticare il cuore se non controllata (la cosiddetta tachicardiomiopatia) con conseguente insorgenza di insufficienza cardiaca.
 

Sintomi della fibrillazione atriale e del flutter atriale

I sintomi della fibrillazione o del flutter atriale dipendono in gran parte dalla velocità di contrazione ventricolare. Quando la frequenza ventricolare è normale o solo lievemente aumentata (inferiore a circa 120 battiti al minuto), il soggetto rimane generalmente asintomatico. Frequenze più alte causano una fastidiosa consapevolezza del battito cardiaco (palpitazioni), respiro affannoso o dolore in sede toracica.

Nei soggetti con fibrillazione atriale, il polso è irregolare e, solitamente, rapido. Nei soggetti con flutter atriale, il polso è generalmente rapido e può essere regolare o irregolare.

La ridotta capacità di pompaggio del cuore può causare debolezza, svenimento e difficoltà respiratorie. Quando la frequenza cardiaca è molto aumentata, alcuni soggetti, specialmente gli anziani e i cardiopatici, sviluppano insufficienza cardiaca o dolore toracico. Molto raramente questa categoria di soggetti può sviluppare shock (pressione arteriosa molto bassa).

 

Trattamento della fibrillazione atriale e del flutter atriale

  • Farmaci per rallentare la frequenza cardiaca
  • Anticoagulanti
  • Ripristino del normale ritmo cardiaco
  • Ablazione transcatetere
  • Cura della patologia di base

In caso di fibrillazione o di flutter atriale, il trattamento ha il fine di controllare la velocità di contrazione ventricolare, ristabilire il normale ritmo cardiaco e trattare la patologia responsabile dell’aritmia. In base al profilo di rischio per l’ictus di ciascun paziente, il cardiologo può consigliare di assumere anche dei farmaci anticoagulanti, allo scopo di prevenire la formazione di coaguli di sangue che possano embolizzare. Tali farmaci sono indicati spesso per tutta la vita proprio perchè la fibrillazione atriale può essere spesso asintomatica, e quindi recidivare non avvertita dal paziente anche in caso di iniziale successo nel controllo dell’aritmia.

 

 

L’ischemia cardiaca

Che cos’è la cardiopatia ischemica?

Spesso molti pazienti ci chiedono cosa sia l’ischemia. L’ischemia è un nome generico, che indica la sofferenza di un tessuto biologico a causa dell’insufficente apporto, acutamente o cronicamente, di sangue ben ossigenato. Ischemia Pinerolo.

Quandi si parla di cuore, la cardiopatia ischemica è una patologia caratterizzata dalla presenza di restringimenti, dette stenosi, all’interno delle arterie coronarie. Le arterie coronarie sono i vasi, ovvero dei piccoli tubicini, che portano sangue ossigenato al cuore. Le coronarie sono due, sinistra e destra: la coronaria destra nutre la parte destra del cuore, la coronaria sinistra (che origina con un “tronco comune” che si biforca precocemente dando origine al ramo interventricolare anteriore (o discendente anteriore) e all’arteria circonflessa) nutre l’atrio sinistro e il ventricolo sinistro.

infarto pinerolo

Il restringimento delle arterie coronarie è causato dalla presenza dalle placche aterosclerotiche (grasso, colesterolo, tessuto fibrotico e calcio), che vanno ad ostruire il passaggio del sangue: Quando il fabbisogno di sangue al cuore non è soddisfatto compare l’angina, sintomo caratterizzato da un senso di oppressione al petto, talvolta irradiato anche al collo, alle spalle o al braccio sinistro. Questo sintomo può comparire sotto sforzo, cioè quando il cuore aumenta le sue richieste di sangue, ma anche a riposo, segno questo di una patologia in stadio avanzato e meritevole di attenzione immediata: Se la placca si rompe infatti può dare origine alla formazione di un trombo, cioè un coagulo di sangue, con conseguente occlusione dell’arteria causando l’infarto miocardico. I fattori di rischio più frequentemente responsabili della patologia coronarica sono infatti l’ipercolesterolemia, l’ipertensione arteriosa, il fumo, il diabete, lo stress e la predisposizione familiare.

Per fare diagnosi di stenosi coronarica è necessaria l’esecuzione di una coronarografia con accesso a livello radiale (più raramente femorale) tramite una puntura con una piccola anestesia locale: attraverso l’iniezione di mezzo di contrasto iodato nelle coronarie, si visualizzano direttamente le ostruzioni dovute alle placche. La cura di questa patologia può essere fatta in due modi, con l’angioplastica coronarica o con l’intervento di bypass. La scelta del trattamento ottimale viene normalmete indicata dal cardiologo in base alle caratteristiche delle lesioni coronariche, l’età del paziente e la presenza di altre patologie.

L’angioplastica e l’intervento di bypass non fanno scomparire la malattia, che consiste nella predisposizione alla formazione dei restringimenti: Per questo motivo l’eliminazione dei fattori di rischio correggibili è importantissimo tanto quanto l’attenzione alla terapia medica indicata alla dimissione.

Che cos’è l’intervento di angioplastica coronarica?

stent coronaricoL’angioplastica coronarica eseguita dal cardiologo emodinamista è una procedura che prevede la dilatazione della stenosi mediante un palloncino che si gonfia all’interno della coronaria. Successivamente viene posizionata una reticella a forma di piccolo tubicino (chiamata stent) che permette di mantenerla dilatata. Il principale vantaggio è la mini-invasività (viene eseguita tramite una singola puntura e si può essere dimessi in pochi giorni in assenza di complicanze; i principali limiti sono legati al numero di stent necessari per correggere tutti i restringimenti e alla necessità di assumere farmaci antiaggreganti con continuità e regolarità nei mesi successivi all’intervento).

Che cos’è l’intervento di bypass aortocoronarico?

L’intervento di bypass crea una strada alternativa attraverso la quale il sangue ossigenato raggiunge il muscolo cardiaco a valle della stenosi. L’intervento di bypass, effettuato dal cardiochirurgo, può essere realizzato utilizzando diversi tipi di condotti (altre arterie o vene del paziente che vengono deviate per portare il sangue alle arterie coronariche a valle del punto malato) che garantiscono il flusso di sangue al muscolo cardiaco. In alcuni pazienti, come ad esempio quelli più giovani e i pazienti con diabete, i by-pass (talora abbreviati in BPAC o CABG) possono venire preferiti dal cardiologo perchè hanno il massimo rapporto rischi-benefici per il paziente, garantendo risultati duraturi (e senza precludere il successivo trattamento con angioplastica in caso di successiva degenerazione).

Come si svolge l’intervento di bypass aortocoronarico?

L’intervento di bypass aorto-coronarico viene generalmente eseguito mediante una sternotomia mediana longitudinale, anche se nei centri più esperti può essere effettuato, se l’anatomia del paziente è adegauta, in maniera mini-invasiva. Inoltre l’intervento di by-pass può essere fatto in due modi: in circolazione extracorporea (macchina cuore-polmoni), oppure a cuore battente (off-pump). La decisione di come eseguire l’intervento è presa dal cardiochirurgo, in base a diversi fattori tra cui il numero di bypass da eseguire, la gravità dei restingimenti e la loro localizzazione, la capacità di pompa del cuore (indagata con l’ecocardiografia) e la presenza di concomitanti patologie o di controindicazione a fermare il cuore.

I condotti utilizzati per creare una via alternativa al sangue per raggiungere il cuore a valle della stenosi possono essere arteriosi o venosi: quelli arteriosi hanno meno probabilità di andare incontro a ostruzioni nel tempo e hanno quindi una durata nel tempo più favorevole. Il condotto arterioso più utilizzato è l’arteria mammaria, più raramente le arterie radiali che si trovano nel braccio. I condotti venosi (la vena safena della gamba) hanno durata nel tempo inferiore a quelli arteriosi ma sono preferibili per alcuni pazienti o condizioni cliniche.

Cardiochirurgia

Dott. ssa Cristina Francesca BARBERO

Prenota la tua visita cardiochirurgica a Pinerolo:

Che cos’è la visita cardiochirurgica?

La visita cardiochirurgica a Pinerolo è richiesta qaundo ad un paziente viene diagnosticato un problema cardiaco e/o circolatorio la cui soluzione passa atraverso un intervento chirurgico:

  • by-pass coronarici per la cura della cardiopatia ischemia,
  • riparazione o sostituzione delle valvole cardiache
  • trattamento di difetti cardiaci congeniti o acquisiti
  • trattamento chirurgico dello scompenso cardiaco
  • trattamento degli aneurismi dell’aorta toracica.

Inoltre può essere uttile effettuare un controllo presso un cardiochirurgo dopo essere stati sottoposti ad interventi al cuore.

Come si svolge la visita cardiochirurgica?

La visita dal cardiochirurgo a Pinerolo spesso completa il percorso già avviato dalla visita cardiologica e dall’ecocardiogramma. Dopo aver analizzato gli esami eseguiti e l’ECG del paziente, il chirurgo provvede a pianificare e definire la tipologia di intervento più adatto alla patologia ed al paziente che ha di fronte, illustrandogli rischi e benefici dell’intervento.

cardiochirurgo a Pinerolo – Cardiochirurgo a Torino – Cardiochirurgo Molinette

Dott.ssa Cristina Francesca BARBERO – cardiochirurgo

Dott.ssa Cristina Francesca Barbero, Cardiochirurgo a Pinerolo, presso La Claire Studi Medici.

Medico Cardiochirurgo a Pinerolo, la Dr.ssa Cristina Barbero fa parte dell’equipe diretta dal Prof. Rinaldi presso l’Ospedale Molinette.

Laureata presso L’Università degli Studi di Torino, si è specializzata in cardiochirurgia presso La Scuola di Specializzazione diretta dal Prof. Rinaldi. Ha perfezionato la sua esperienza operatoria e scientifica presso il Department of Transplantation all’Ospedale inglese Royal Papworth Hospital a Cambridge (UK).Attualmente opera a Torino presso l’Ospedale Molinette (AOU Città della Salute e della Scienza di Torino) e riceve in visita come consulente cardiochirurgo a Pinerolo, presso lo Studio Medico La Claire.

E’ particolarmente esperta nel trattamento mini-invasivo della valvola mitralica, argomento su cui ha pubblicato numerose esperienze nazionali ed internazionali su riviste scientifiche di settore, pubblicazioni su cui si basa ad esempio la bibliografia dell’articolo sottostante tratto dal sito dell’ospedale di Parma:

Perchè scegliere la chirurgia cardiaca mini-invasiva?

Tradizionalmente la chirurgia delle valvole cardiache (sia che si tratti di sostituzione o riparazione) richiede un accesso attraverso sternotomia generando una frattura ossea.  In molti casi al giorno d’oggi l’utilizzo di tecniche mini-invasive per condurre lo stesso tipo di intervento può essere una strategia sicura ed efficace. L’accesso al cuore può avvenire attraverso una piccola incisione a livello dello  lo spazio intercostale (chiamato  “keyhole surgery” ). Sebbene in una fase iniziale questo tipo di approccio avesse principalmente un significato estetico (piccole cicatrici facili da nascondere) si è nel tempo osservato come influenzi in maniera consistente il recupero post-operatorio:

  • Meno giorni di ospedalizzazione
  • Un recupero funzionale più rapido
  • Minor sanguinamento
  • Praticamente assenti complicanze legate alla ferita (infezione diastasi della ferita, azzerando il rischio di mediastinite)
  • Un miglior impatto psicologico con una miglior accettazione dell’intervento da parte del paziente.

L’approccio mini-invasivo è di certo molto più complesso rispetto all’approccio sternotomico tradizionale e per questo motivo richiede di essere svolta da chirurghi esperti e altamente  specializzati nell’utilizzo delle moderne tecnologie che permettono di minimizzare l’incisione. 

Valvola Mitralica

Nel 1997 veniva per la prima volta descritto [1] un intervento di sostituzione valvola mitralica senza la consueta sternotomia mediana associato a una cannulazione periferica per la circolazione extracorporea. Si deve attendere il  2003 per integrare le tecniche di riparazione valvolare mitralica a questo approccio [2]. L’intervento viene condotto attraverso una incisione di circa 4cm a livello del 4° spazio intercostale. Per poter vedere le strutture cardiache viene quindi inserita una speciale telecamera chiamata endoscopio. Anche gli strumenti utilizzati sono fatti appositamente per essere inseriti nella fessura toracica. Mediante questo approccio è possibile sia sostituire la valvola mitralica che ripararla in accordo con quanto stabilito dalle linee guida europee per la gestione delle valvulopatie. La riparazione della valvola mitralica in minitoracotomia può richiedere gesti correttivi su diverse strutture della valvola dal rimodellamento dei lembi, posizionamento di nuove corde tendinee, accorciamento o riposizionamento dei muscoli papillari alla correzione dell’annulus con anelli protesici. Mediante questo approccio è inoltre possibile correggere il vizio della valvola tricuspide, sia esso concomitante con una malattia della valvola mitralica o isolato. Per la correzione di defetti del setto interatriale si procede nella medesima maniera.

Valvola Aortica

Il trattamento gold standard in caso di una malattia della valvola aortica è la sostituzione della valvola con protesi. L’età e le condizioni generali del paziente orientano verso l’uso di una protesi biologica o meccanica. Se un tempo questo tipo di procedura avveniva per via sternotomica al giorno oggi è possibile utilizzare un approccio meno invasivo. L’accesso più comune è certamente la ministernotomia,  che consiste nell’incidere una finestrella nella parte alta dello sterno. Questa metodica aiuta a minimizzare il disagio di un apertura completa dello sterno, dal dolore alle possibili complicanze post-operatorie. Talvolta è possibile evitare completamente la frattura sternale accedendo da un piccolo taglio attraverso il secondo spazio intercostale. Entrambi gli approcci sono utilizzati nel nostro centro e la scelta del approccio più idoneo viene fatta tenendo conto dell’anatomia della gabbia toracica e dell’esito degli esami pre-operatori che verranno eseguiti. Al fine di ridurre i tempi necessari alla sostituzione valvolare aortica ci sono inoltre a disposizione nuovi tipi di valvola biologica chiamate sutureless o rapid deployment. Queste protesi, non richiedendo suture di ancoraggio, vengono “rilasciate” dopo aver provveduto alla rimozione della valvola malata permettendo di abbreviare i tempi dell’ischemia cardiaca. 

Bibliografia 

  1. Schwartz DS, Ribakove G, Grossi EA, et al: Minimally invasive mitral valve replacement: Port-access technique feasibility and myocardial function preservation. J Thorac Cardiovasc Surg 113:1022-1031,1997
  2. Casselman Filip, VanSlycke Sam et al: Endoscopic mitral valve repair: Feasible, reproducible, and durable J Thorac Cardiovasc Surg 2003;125:273-82
  3. Barbero C, Ricci D, Cura Stura E, Pellegrini A, Marchetto G, ElQarra S, Boffini M, Passera R, Valentini MC, Rinaldi M: Magnetic resonance imaging for cerebral lesions during minimal invasive mitral valve surgery: study protocol for a randomized controlled trial. 2017 Feb 21;18(1):76
  4. Barbero C, Marchetto G, Ricci D, El Qarra S, Attisani M, Filippini C, Boffini M, Rinaldi M.: Right Minithoracotomy for Mitral Valve Surgery: Impact of Tailored Strategies on Early Outcome. Ann Thorac Surg. 2016 Dec;102(6):1989-1994
  5. Barbero C, Ricci D, El Qarra S, Marchetto G, Boffini M, Rinaldi M.: Aortic cannulation system for minimally invasive mitral valve surgery. J Thorac Cardiovasc Surg. 2015 Jun;149(6):1669-72. doi: 10.1016/j.jtcvs.2015.02.040. Epub 2015 Feb 26.

cardiochirurgo a Pinerolo – Cardiochirurgo a Torino – Cardiochirurgo Molinette

Dott.ssa Stefania GORLATO – geriatra

Dott.ssa Stefania Gorlato, Geriatra a Pinerolo, presso La Claire Studi Medici.

 

La dottoressa Gorlato, geriatra a Pinerolo, ha conseguito la Laurea in Medicina e Chirurgia e la Specialità in Geriatria presso l’Università di Torino nel 2002. Ha ottimizzato la sua preparazione con il Master in Psicofarmacologia clinica presso l’Università Vita Salute San Raffaele. Dopo una decennale esperienza in ASL TO3 è attualmente specialista ambulatoriale in Geriatria presso l’ASL Città di Torino.

Riceve per visite geriatriche allo Studio Medico La Claire, presso il quale potrete anche prenotare una visita domicilare (☎️ 0121-71242)

Dieta Mediterranea

Il termine “dieta mediterranea”, è nato negli anni ‘50 dagli studi del prof. Ancel Benjamin Keys (1904–2004), lo studioso americano che ha dimostrato il ruolo positivo dell’alimentazione e dello stile di vita dei popoli mediterranei sulla salute cardiovascolare, rispetto ad altre tradizioni alimentari (Video). Il prof. Keys con i suoi studi era giunto alla conclusione che l’alimentazione a base di pane, pasta, frutta, verdura, molti legumi, olio extra-vergine di oliva, pesce e pochissima carne fosse responsabile dello straordinario effetto benefico sulla popolazione locale.

Le radici storiche di tale tradizione alimentare vanno ricercate nella fusione delle culture di due grandi civiltà del passato, gli Etruschi, (in Toscana e in parte del Lazio e dell’Umbria), e i Greci (area geografica dell’Italia meridionale denominata Magna Grecia).

Per questo motivo la dieta mediterranea come modello nutrizionale non trova la sua ispirazione solo nei modelli alimentari italiani ma anche di altri paesi del bacino del Mediterraneo come la Grecia, la Spagna e il Marocco (Video).

Dal 2010 la dieta mediterranea è considerata dall’UNESCO patrimonio immateriale dell’umanità.

Secondo l’UNESCO “la dieta mediterranea rappresenta un insieme di competenze, conoscenze, pratiche e tradizioni che vanno dal paesaggio alla tavola, includendo le colture, la raccolta, la pesca, la conservazione, la trasformazione, la preparazione e, in particolare, il consumo di cibo.Essa promuove l’interazione sociale, poiché il pasto in comune è alla base dei costumi sociali e delle festività condivise da una data comunità, e ha dato luogo a un notevole corpus di conoscenze, canzoni, massime, racconti e leggende. La Dieta si fonda nel rispetto per il territorio e la biodiversità, e garantisce la conservazione e lo sviluppo delle attività tradizionali e dei mestieri collegati alla pesca e all’agricoltura nelle comunità del Mediterraneo”.

Molti studi scientifici hanno dimostrato una possibile associazione tra seguire un regime alimentare ispirato alla dieta mediterranea ed una riduzione del rischio di mortalità e di comparsa di malattie cronico-degenerative come, ad esempio, le malattie cardiovascolari.

E’ ormai riconosciuto come migliorare la qualità della nostra dieta, ritornando alle abitudini tipiche mediterranee è in grado di aumentare sensibilmente la durata e la qualità della nostra vita.

Come ricordato anche dall’Istituto superiore di Sanità, La dieta mediterranea tradizionale è caratterizzata da:

  • abbondanza di alimenti di origine vegetale come pane, pasta, orzo, farro, riso e altri cereali, meglio se integrali, verdure, insalate, legumi, frutta fresca e secca
  • moderato consumo di alimenti di origine animale quali pesce, carne bianca, latticini e uova  
  • modeste quantità di carne rossa
  • olio extra vergine di oliva come fonte primaria di grassi, in sostituzione del burro e di altri grassi animali
  • dolci solo occasionalmente

La dieta mediterranea è caratterizzata anche dal tipo di preparazione a cui questi alimenti sono sottoposti, privilegiando cotture in tegame, al vapore, in forno, ed evitando le alte temperature di cotture.

Una importante caratteristica degli alimenti tipici della dieta mediterranea consiste nell’essere adatti alla preparazione di piatti unici, in altre parole pietanze capaci di assicurare da sole tutti i nutrienti che normalmente vengono forniti da un “primo” e da un “secondo” piatto consumati separatamente. Esempi tipici:

  • pasta con fagioli (o ceci, o piselli, o lenticchie…)  
  • paste asciutte con condimento di carne e formaggio  
  • minestroni e le zuppe di cereali con verdura olio e formaggio grattugiato  
  • pizza napoletana con mozzarella ed alici, ecc.

Un pasto così preparato ha i requisiti adeguati per soddisfare le esigenze in carboidrati, proteine, grassi, vitamine, sali minerali e fibra dell’organismo; è sufficiente la sola aggiunta di verdura fresca e di frutta per realizzare un pasto completo, equilibrato dal punto di vista nutrizionale e meno costoso.

Il passaggio dalla dieta mediterranea originaria alla cucina italiana, con i suoi piatti tipici, è stato graduale e, pur mantenendo come ingredienti di base nelle varie ricette i suoi alimenti caratteristici, è cambiato il modo di prepararli, condirli, cucinarli introducendo anche nuovi alimenti importati da altri paesi.

È per questo motivo che molti dei piatti oggi caratteristici della cucina tradizionale italiana non rispondono ai requisiti di base della dieta mediterranea. Basti pensare a piatti come la lasagna, le paste ripiene, molte preparazioni a base di carni e di vegetali che prevedono abbondante uso di condimenti e fritture. Per questo motivo è sempre utile confrontare il proprio stile di vita alimentare con il parere di un esperto in dietologia, al fine di evitare errori “tradizionali” in buona fede che potrebbero vanificare i nostri sforzi.

Nel 2009 scienziati del Mediterraneo ed esponenti di istituzioni internazionali si sono confrontati sull’evoluzione della dieta mediterranea e hanno elaborato la nuova piramide alimentare per la dieta mediterranea moderna (Parma, III Conferenza Internazionale del Centro Interuniversitario Internazionale di Studi sulle Culture Alimentari Mediterranee, CIISCAM, in collaborazione con l’Istituto nazionale di ricerca per gli alimenti e la nutrizione, INRAN).

Si tratta di una dieta mediterranea rivisitata all’insegna della modernità e del benessere senza trascurare, però, le diverse tradizioni culturali e religiose e le differenti identità nazionali.

La nuova piramide della dieta mediterranea moderna, rivolta a tutti gli individui di età compresa tra i 18 e i 65 anni, tiene conto dell’evoluzione dei tempi e della società, evidenziando l’importanza basilare dell’attività fisica, della convivialità a tavola, dell’abitudine di bere acqua e suggerendo di privilegiare il consumo degli alimenti di stagione e di provenienza locale.

Ecografia a Pinerolo

 

Come Funziona?

L’ecografia è un esame diagnostico fondamentale: è possibile eseguire un’ecografia a Pinerolo presso lo studio medico La Claire. Ma come funziona? L’ecografia utilizza onde ad alta frequenza (ultrasuoni) per produrre immagini degli organi interni e di altri tessuti, anche in movimento (effetto Doppler). Un dispositivo chiamato trasduttore converte la corrente elettrica in onde sonore, che vengono inviate all’interno dei tessuti dell’organismo. Le onde sonore rimbalzano sulle strutture interne del corpo e vengono riflesse al trasduttore che le converte in segnali elettrici. Un computer converte il modello di segnali elettrici in un’immagine, che viene visualizzata su un monitor e registrata come immagine digitale. Non vengono utilizzate radiazioni ionizzanti, pertanto non vi è alcuna esposizione alle radiazioni durante un’ecografia.

L’ecografia è indolore, relativamente poco costosa e considerata molto sicura, anche durante la gravidanza.Nell’ecografia, quindi,  NON VENGONO UTILIZZATE RADIAZIONI MA ONDE SONORE.

Se vengono esaminate determinate aree dell’addome, ai soggetti può essere chiesto di evitare di mangiare e bere per diverse ore prima dell’esame. Per l’esame degli organi riproduttivi femminili, alle donne potrebbe essere richiesto di bere grandi quantità di liquidi per riempire la vescica (la “preparazione” all’ecografia).

In genere, l’esaminatore distribuisce un gel denso sulla pelle dell’area da esaminare per assicurare una buona trasmissione del suono. Posiziona quindi un trasduttore palmare sulla pelle, spostandolo sopra l’area da valutare.

Per valutare alcune parti del corpo, l’esaminatore inserisce uno specifico trasduttore miniaturizzato nelle cavità del corpo da indagare, per esempio nella vagina per acquisire un’immagine migliore dell’utero e delle ovaie e nell’ano per acquisire immagini della prostata. La maggior parte dei soggetti può riprendere immediatamente le attività normali dopo l’esame.

 

 

Usi dell’ecografia:

Le immagini ad ultrasuoni vengono acquisite abbastanza rapidamente da mostrare il movimento degli organi e delle strutture interne del corpo in tempo reale (come in un filmato). Per esempio, è possibile visualizzare il movimento del cuore che batte, anche in un feto.

L’ecografia è utilizzata in modo efficace per verificare la presenza di neoformazioni e corpi estranei in prossimità della superficie corporea, come accade all’interno della tiroide, del seno, dei testicoli e degli arti, nonché in alcuni linfonodi.

L’ecografia viene usata efficacemente per visualizzare gli organi interni che si trovano nell’addome, nella pelvi e nel torace. Tuttavia, poiché le onde sonore sono bloccate dai gas (per esempio nei polmoni o nell’intestino) e dalle ossa, l’ecografia degli organi interni richiede abilità specifiche. Le persone che sono state istruite in modo specifico per eseguire esami ecografici sono denominate ecografi.

L’ecografia viene comunemente utilizzata per valutare i seguenti organi:

Cuore (ecocardiogramma): in questo caso l’esame viene eseguito direttamente dal cardiologo per rilevare anomalie valvolari e dimensionali delle camere e stimare la frazione di eiezione e la cinetica parietale. Si avvale di numerose tecniche compreso l’Eco-color-Doppler.la claire

Fegato, Reni e Pancreas, Cistifellea e vie biliari: le cosiddette ecografie dell’Addome superiore, richieste per rilevare calcoli biliari e ostruzione delle vie biliari, valutare dimensioni e struttura del fegato e gli organi limitrofi.

Tratto urinario: per esempio, per distinguere le cisti (solitamente benigne) dalle masse solide (spesso maligne) nei reni o per rilevare ostruzioni come calcoli o altre anomalie strutturali nei reni, ureteri, o vescica di interesse nefrologico o urologico.

Vasi sanguigni: per individuare vasi sanguigni dilatati  (varici venose o aneurismi arteriosi) e ristretti (le stenosi delle carotidi ad esempio). L’ecografia color Doppler può aiutare a valutare il rischio di ictus, in quanto aiuta i medici a identificare e a valutare il restringimento o l’ostruzione delle arterie del collo e della testa. La procedura è utile per valutare i soggetti con pregresso attacco ischemico transitorio o ictus e i soggetti con fattori di rischio per aterosclerosi ma asintomatici. L’ecografia color Doppler si utilizza anche per valutare il flusso sanguigno che si dirige verso gli organi interni e i tumori.

Organi riproduttivi femminili: per rilevare tumori e infiammazioni alle ovaie, tube di Falloppio, o utero

Gravidanza: pesso eseguite direttamente dal ginecologo, per valutare la crescita e lo sviluppo del feto e per rilevare anomalie della placenta (p. es., placenta previa.

Apparato muscolo-scheletrico: per valutare muscoli, tendini e strutture nervose, come completamento della visita ortopedica o fisiatrica.

 

Dove si esegue?

A Pinerolo è possibile eseguire ecografie presso lo Studio Medico La Claire – Via Stefano Fer 52, prenotando al ☎️ 0121-71242.

La Claire Pinerolo

Osteopatia

Cos’è l’Osteopatia?

Si tratta di una terapia manuale, complementare alla medicina classica, incentrata sulla salute della persona piuttosto che sulla malattia; si avvale di un approccio causale e non sintomatico (spesso infatti la causa del dolore trova la sua locazione lontano dalla zona dolorosa), ricercando le alterazioni funzionali del corpo che portano al manifestarsi di segni e sintomi che possono poi sfociare in dolori di vario genere.

L’Osteopatia, o Medicina Osteopatica, è nata alla fine dell’Ottocento negli Stati Uniti d’America e si è diffusa nei primi anni del Novecento in Europa, in particolare in Francia e Inghilterra, dove è da tempo una medicina affermata.

L’Osteopata a Pinerolo si occupa principalmente dei problemi strutturali e meccanici di tipo muscolo-scheletrico a cui possono però associarsi delle alterazioni funzionali degli organi e del sistema vertebrale cranio-sacrale.

Poiché in Osteopatia si ha una visione olistica del corpo umano, è valida anche l’idea contraria: un problema funzionale organico-viscerale può provocare dei dolori di tipo muscolo-scheletrico; L’osteopatia può intervenire su persone di tutte le età, dal neonato all’anziano, alla donna in gravidanza.

Cosa tratta l’osteopatia? Si rivela efficace nel trattamento di diversi disturbi che spesso affliggono l’individuo impedendogli di poter condurre una vita serena, disturbi come:

  • cervicalgie
  • lombalgie
  • sciatalgie
  • artrosi
  • discopatie
  • cefalee
  • dolori articolari e muscolari da traumi
  • alterazioni dell’equilibrio
  • nevralgie
  • stanchezza cronica
  • affezioni congestizie come otiti e sinusiti
  • disturbi ginecologici
  • disturbi digestivi

CHI POTRAI TROVARE PRESSO GLI STUDI MEDICI “LA CLAIRE”:

 

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IL RICONOSCIMENTO DELL’OSTEOPATIA IN ITALIA

L’Osteopatia è un sistema di Prevenzione Sanitaria, affermato e riconosciuto dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS).

L’Osteopatia in Italia è individuata dalla legge 3/2018 conosciuta anche come legge Lorenzin dalla quale riportiamo i passaggi più significativi:

Nell’ambito delle professioni sanitarie sono individuate le professioni dell’osteopata e del chiropratico, per l’istituzione delle quali si applica la procedura di cui all’articolo 5, comma 2, della legge 1° febbraio 2006, n. 43, come sostituito dall’articolo 6 della presente legge.“

“Con accordo stipulato in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, da adottare entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono stabiliti l’ambito di attività e le funzioni caratterizzanti le professioni dell’osteopata e del chiropratico, i criteri di valutazione dell’esperienza professionale nonché i criteri per il riconoscimento dei titoli equipollenti. Con decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, di concerto con il Ministro della salute, sentite le competenti Commissioni parlamentari e acquisito il parere del Consiglio universitario nazionale e del Consiglio superiore di sanità, da adottare entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, è definito l’ordinamento didattico della formazione universitaria in osteopatia.“

Dott. Andrea MAURINO – fisioterapista, osteopata

Il Dott. Maurino è un Fisioterapista ed Osteopata a Pinerolo, con esperienza pluriennale, diplomato presso l’Università di Torino e l’Ecole française superieure d’osteopathie.

Il perno dottrinale dell’osteopatia è l’integrazione tra corpo, mente e spirito. Nello stato di salute, la struttura degli organi e la loro funzione sono strettamente correlate in equilibrio armonico, mentre in quello di malattia sussisterebbe una disarmonia tra le varie componenti.

Gli osteopati considerano controindicazioni al trattamento le urgenze mediche e le malattie con danno organico importante, per le quali sarebbe insufficiente ripristinare l’autoguarigione. In questi casi, così come ogni volta che l’Osteopata sospetti una patologia organica alla base dei sintomi riferiti dal Paziente, sarà sua cura indirizzare il paziente presso il proprio Medico di Famiglia o lo Specialista più indicato

Quali sono i diversi approcci dell’Osteopatia?

APPROCCIO STRUTTURALE

Applicazioni di particolari manovre di rilasciamento delle articolazioni e dei muscoli. Ha effetti non solo meccanici, ma soprattutto biochimici, in quanto stimola il corretto scambio di fluidi all’interno delle strutture trattate.

APPROCCIO FASCIALE

Tecniche indirizzate al muscolo o alla fascia, che impiegano un continuo feedback palpatorio per ottenere un rilasciamento dei tessuti miofasciali.
Queste tecniche agiscono sulla fascia e la sua relazione fra disturbi muscoloscheletrici, dolori e tensioni e stato globale della fascia.

APPROCCIO VISCERALE

Tecniche che ristabiliscono la mobilità e la motilità (espressione della vitalità cellulare) di un organo. Queste tecniche consentono di stimolare l’organo verso una corretta funzione digestiva, di assorbimento o di espulsione, sia in un ambito più meccanico sia in ambito biochimico.

APPROCCIO CRANIALE

Tecniche che agiscono sul movimento di congruenza fra le ossa del cranio, andando ad agire a livello osseo, nervoso, meningeo e del liquor cefalorachidiano. Con queste tecniche si agisce in particolare sulla vitalità dell’organismo, qualità fondamentale che permette agli esseri viventi di reagire con efficacia agli eventi di disturbo provenienti dall’ambiente esterno e da quello interno.

Holter cardiaco a Pinerolo

Holter cardiaco a Pinerolo

L’Holter cardiaco o elettrocardiogramma dinamico secondo Holter è un test non invasivo e indolore che permette di registrare 24 ore su 24 l’attività elettrica del cuore. L’ECG secondo Holter è una metodica diagnostica usata per monitorare l’attività elettrica del cuore durante un intervallo di tempo più o meno ampio, solitamente corrispondente a 24-48 ore, e con i registratori di ultima generazione sino ad un massimo di 15 giorni. La metodica fu ideata nel 1961 e prende il nome dal fisico statunitense Norman J. Holter, suo inventore. E’ possibile prenotarlo ogni venerdì alla Claire Studi Medici a Pinerolo dove verrà eseguito e repertato da un Cardiologo.

A che cosa serve l’holter cardiaco?

L’holter cardiaco è uno strumento importante nello studio di tutte le aritmie e di sintomi quali il cardiopalmo (batticuore), le vertigini (i giramenti di testa), le perdite di coscienza (le sincopi). Può servire a scopo diagnostico o come monitoraggio durante terapie farmacologiche soprattutto al fine di ottimizzarle.

Come si esegue un Holter cardiaco?

L’Holter cardiaco si effettua attraverso un apparecchio che registra per almeno 24 ore l’attività elettrica del cuore: vengono applicati sul torace alcuni elettrodi collegati all’apparecchio portatile (un piccolo registratore a batteria), che il paziente indosserà per il periodo prefissato dal medico, di giorno e di notte, così da registrare in modo continuativo, e durante l’espletamento delle normali attività quotidiane, il suo elettrocardiogramma. E’ possibile eseguire tutte le attività quotidiane senza problemi, l’apparecchio è piccolo e discreto ed invisibile sotto i vestiti. Nel caso di lunghe registrazioni di 15 giorni è possibile staccarlo e riattaccarlo autonomamente in modo molto semplice per farsi la doccia, come verrà spiegato dal cardiologo stesso il giorno dell’applicazione.

Come comportarsi durante la registrazione dell’Holter

Durante la registrazione dell’holter cardiaco il paziente deve eseguire la sua attività quotidiana senza limitazioni, ponendo solo cura al fatto che le piastrine non si stacchino dalla pelle per movimenti eccessivi. Qualora si avverta un disturbo, questo può essere segnalato premendo un pulsante e memorizzato dall’apparecchio.  Al termine il paziente deve consegnare l’apparecchio presso La Claire Studi Medici a Pinerolo, ed il cardiologo analizzerà per determinare una diagnosi e studiare eventuali patologie cardiache.

 

CORONAVIRUS

Il Coronavirus SARS-2 è il virus responsabile dell’infezione chiamata COVID-19.

Coronavirus Pinerolo

Un virus è un microrganismo molto semplice costituito da materiale genetico (DNA o RNA) rivestito da un protezione fatta di proteine. NON è una cellula, è pertanto si comporta come parassita obbligato, in quanto si replica esclusivamente all’interno delle cellule di altri organismi sfuttandone gli apparati. I virus possono infettare tutti i tipi di forme di vita, dagli animali, alle piante, ai microrganismi e anche altri virus.

I coronavirus sono uno dei tantissimi virus che circolano nell’ambiente infettando anche gli esseri umani, e la maggior parte di loro causa raffreddore o gastroenteriti.

Una caratteristica tipica dei virus è quella di modificarsi spesso, praticamente ogni volta che infetta un nuovo soggetto: è accaduto così che un coronavirus che di solito infettava i pipistrelli si sia modificato a causa delle variazioni genetiche diventando in grado di infettare un altro tipo di mammifero, il pangolino, e che da quest’ultimo il virus sia riuscito a fare il salto adattandosi ad infettare gli uomini (anche se recenti evidenze scientifiche di ricercatori italiani sembrano confermare anche la possibilità di passaggio diretto dal pipistrello all’uomo).

L’inizio dell’epidemia è stato in Cina, ed essendo una malattia nuova non è stato facile all’inizio identificarla: il merito in tal senso va ad un giovane medico successivamente deceduto per l’infezione stessa (Dr. Li Wenliang, 1986-2020). Da lì l’infezione si è rapidamente diffusa in tuto il mondo, diventando l’attuale pandemia che flagella ormai tutti i continenti, come potete vedere dalla mappa animata.


Coronavirus Pinerolo

Sebbene in più dell’80% degli individui colpiti la malattia non sembri generare sintomi di rilievo (come peraltro dimostrato dallo studio italiano di Vò Euganeo) essi sono probabilmente comunque contagiosi (anche se probabilmente meno di un sintomatico) e contribuiscono a diffondere il virus che in circa il 20% dei soggetti colpiti causa febbre (80-90% dei casi), tosse (50%), dispnea (ovvero mancanza di fiato), astenia (stanchezza per minime attività) e occasionalmente congiuntivite o diarrea. Per quanto i sintomi si sovrappongano a quelli dell’influenza, la COVID-19 non è un’influenza (anche perché il virus è di un’altra famiglia).

I sintomi respiratori sono legati all’infezione del polmone (ovvero ad una polmonite virale) che quando interessa entrambi i polmoni in maniera diffusa può causare una grave insufficienza respiratoria (detta ARDS, da Acute Respiratory Distress Syndrome). Questa sindrome è causata dal fatto che l’infiammazione dovuta all’infezione è tale da casuare il danneggiamento degli alveoli polmonari, con conseguente accumulo di liquido nei polmoni che perdono la capacità di ossigenare il sangue. Una malattia cosi grave richiede il ricovero e metodi aggressivi per ossigenare il sangue come la ventilazione non invasiva;  Recentemente, alcuni farmaci si sono dimostrati efficaci nel trattamento dell’infezione da coronavirus, andando a ridurre la durata della malattia, la gravità e le complicanze: tra questi ricordiamo il desametasone (una variante del cortisone) che si è dimostrato efficace nel ridurre la mortalità dei pazienti ricoverati, le eparine a basso peso molecolare e il remdesivir.

Nel caso si sviluppino sintomi compatibili con l’infezione è importante mantenere un atteggiamento prudente evitando contatti con altre persone, rimanendo a casa senza recarsi al pronto soccorso o presso gli studi medici, ma contattando il medico di medicina generale, i pediatri di libera scelta, la guardia medica o i numeri regionali. Per il Piemonte i numeri regionali sono:

  • 800 19 20 20 attivo 24 ore su 24
  • 800 333 444 attivo dal lunedì al venerdì, dalle ore 8 alle 20

è possibile inoltre avvertire il numero 1500 del Ministero della Salute e il proprio medico di famiglia che provvederà a rispondere alle domande e fornire i suggerimenti di comportamento e l’eventuale tampone. Vi ricordiamo che nel caso si risulti essere stati in contatto stretto con una persona poi positiva al tampone per il Coronavirus è importante seguire le istruzione del Ministero della Salute come da flow-chart sottostante:

Si parla di “contatto stretto” (esposizione ad alto rischio) quando una persona:

  •  vive nella stessa casa di un malato di COVID-19
  • ha avuto un contatto fisico diretto con un malato (per esempio la stretta di mano)
  • ha avuto un contatto diretto non protetto con le secrezioni di un malato (ad esempio toccare a mani nude fazzoletti di carta usati)
  • ha avuto un contatto diretto (faccia a faccia) con un malato, a distanza minore di 2 metri e di almeno 15 minuti
  •  si è trovata in un ambiente chiuso (ad esempio aula, sala riunioni, sala d’attesa dell’ospedale) con un malato in assenza di dispositivi di protezione individuale
  • è a contatto con un operatore sanitario o altra persona che fornisce assistenza diretta a un malato senza dispositivi di protezione individuale
  • ha viaggiato seduta in treno, aereo o qualsiasi altro mezzo di trasporto entro due posti in qualsiasi direzione rispetto a un caso COVID-19; sono contatti stretti anche i compagni di viaggio e il personale addetto alla sezione dell’aereo/treno dove il caso indice era seduto.

Evitare i contagi è infatti fondamentale per evitare che il virus raggiunga persone anziane, o persone con precedenti problemi geriatrici, cardiologici o pneumologici che sono coloro che presentano la maggior mortalità se infettati (dal 6 al 10%), mentre la mortalità globale in tutta la popolazine sembra essere intorno all’1%. Anche per questo motivo la COVID-19 non è paragonabile ad un’influenza (la cui mortalità è dello 0.1%).

Per chi rientra in Italia dall’estero la regione Piemonte ha stilato delle linee guida di comportamento che sono reperibili qui. E’ importante coordinarsi con il proprio datore di lavoro per le eventuali autocertificazioni al rientro in servizio.

Quando si conclude l’isolamento delle persone risultate infette da SARS-CoV-2?1- bisogna essere asintomatici da almeno 3 giorniE2- sono passati 21 giorni dall’inizio dei sintomi o dal riscontro di tampone positivo 3- sono passati meno di 21 giorni ma è stato eseguito un tampone MOLECOLARE risultato negativoI contatti di caso infetto (che sono sottoposti a QUARANTENA preventiva) possono terminarla dopo 14 giorni di quarantena oppure tra il il 10° e 14° giorno con un tampone ANTIGENICO negativo (unica indicazione prevista per questo tipo di tampone dal DPCM del 12/10/2020)

Al fine di prevenire il contagio e il ritorno del Coronavirus è quindi fondamentale:

-lavarsi spesso le mani con gel alcolici o sapone con acqua per almeno 40 secondi, stofinandosi le mani per rompere l’involucro protettivo del coronavirus. Attenzione però, le mani vanno lavate ogniqualvolta si esca di casa o si tocchino oggetti, ma se si rimane in casa senza contatti non è necessario lavarle troppo spesso: come ci spiega il nostro dermatologo Prof. Strani, il lavaggio troppo frequente può danneggiare la cute favorendo i microtagli da cui il virus può entrare. Quando si rincasa, dopo l’ultimo lavaggio con sapone delicato applicare sempre la crema dermoprotettiva.

-evitare di toccarsi occhi, bocca e naso: le mani non sono una porta di ingresso se la pelle è sana, ma agiscono da veicoli per queste zone.

-lavare spesso i pavimenti con disinfettanti clorati come la candeggina: una soluzione di candeggina diluita (4 cucchiaini di candeggina per 1 litro di acqua) permette la disinfezione da virus. E’ bene usare i guanti mentre si maneggia la candeggina e non mescolarla mai con ammoniaca o altro, ad eccezione dell’acqua. Una volta miscelata, non conservare la soluzione per più di un giorno perché la candeggina degraderà alcuni contenitori di plastica. Poiché la candeggina continua la sua azione anche molto dopo che l’avete passata è necessario sciacquare le superfici con acqua dopo la disinfezione per evitare scolorimenti o danni alla superficie.

-lavare eventuali oggetti potenzialmente contaminati con alcol denaturato: le soluzioni alcoliche con almeno il 70% di alcol sono efficaci contro il coronavirus su superfici dure, lasciandolo agire sulla superficie per almeno 30 secondi per disinfettare. 

-usare le mascherine tipo “chirurgiche” quando si debba andare in luoghi pubblici, ma vanno bene anche quelle fatte in casa per evitare di diffondere involontariamente il contagio (es. tramite improvvisi starnuti o colpi di tosse). Attenzione: le mascherine servono solo quando si rischi di avvicinarsi troppo a contatti esterni. Non servono in casa se si è da soli o con persone abitualmente conviventi, non servono durante la guida se siamo soli in macchina, non servono all’aperto o in luoghi areati se è possibile mantenere una distanza >1.5 metri (possibilmente 2 mt) da altre persone. Quando si utilizzano è sempre importante “presumere” che abbiano funzionato come barriera fermando i veicoli del virus (le famose goccioline) al loro esterno per cui NON BISOGNA toccare le mascherine sul davanti, nè metterle e toglierle in continuazione, soprattutto non vanno tolte per parlare (si mettono quando si esce di casa e si tolgono quando si rientra – non dimentichiamoci che potremmo essere noi i portatori asintomatici!). Devono coprire sempre naso e bocca! devono essere tolte prendendole per gli elastici e una volta riposte o gettate bisogna lavarsi le mani!

ATTENZIONE: Porre assolutamente cura a rompere gli elastici prima di gettare le mascherine per evitare che se disperse nell’ambiente possano nuocere a degli animali, e soprattutto prevenire quest eventualità smaltendole sempre correttamente nei rifiuti! L’inquinamento da mascherine è già adesso diventato un vero e proprio problema ambientale che si somma all’emergenza sanitaria!

-solo nel caso si entri in contatto con malati confermati (come succede a Medici e Sanitari) utilizzare mascherine professionali (le cossidette FPP2 o FPP3): nota bene che queste mascherine se dotate di valvola proteggono si chi le indossa ma contribuiscono a diffondere le sue esalazioni e quindi non proteggono chi gli sta vicino come fa invece la mascherina chirurgica.

Come comportarsi in casa:

Alcune semplici attenzioni ed accorgimenti possono aiutarci a migliorare la qualità dell’aria respirata e ridurre la probabilità di contaminare le superfici domestiche con il virus:

  • Areare frequentemente i locali per garantire il ricambio d’aria: scarsi ricambi dell’aria favoriscono l’esposizione a inquinanti e possono facilitare la trasmissione degli agenti patogeni, nello specifico, del virus ma anche causare sintomi aspecifici da disconfort come disagio, mal di testa, irritazioni di occhi e gola, affaticamento delle vie respiratorie, asma, allergie, problemi cardiovascolari, riduzione delle prestazioni cognitive.
  • Negli ambienti/locali senza finestre (es. ripostigli, bagni, ecc.), ma dotati di ventilatori/estrattori questi devono essere mantenuti in funzione per tutto il tempo di permanenza per ridurre le concentrazioni nell’aria. Pulire regolarmente le prese e le griglie di ventilazione con panni in microfibra inumiditi con acqua e sapone, oppure con alcool etilico al 75% asciugando successivamente.
  • Utilizzare i prodotti detergenti nelle quantità consigliate, e senza mischiarli tra di loro! Scegliere, se possibile, prodotti senza profumazione/fragranze e senza allergeni: il pulito non ha odore mentre le eventuali profumazioni dei detergenti contengono composti chimici volatili che intaccano la qualità dell’aria respirata, per cui è importante arieggiare le stanze sia durante che dopo l’uso dei prodotti per la pulizia, soprattutto se si utilizzano intensamente prodotti disinfettanti e/o detergenti che presentino sull’etichetta simboli di pericolo. 
  • Per le pulizie quotidiane dell’abitazione particolare attenzione deve essere posta alle superfici toccate più frequentemente (es. porte, maniglie delle porte, finestre, tavoli, interruttori della luce, servizi igienici, rubinetti, lavandini, scrivanie, sedie, telefoni cellulari, tastiera, telecomandi e stampanti). Utilizzare panni in microfibra inumiditi con acqua e sapone e/o con alcool etilico al 75% o con una soluzione di ipoclorito di sodio diluita allo 0,5% di cloro attivo per i servizi igienici e le altre superfici (es. la candeggina sul mercato è generalmente al 5% o al 10% di contenuto di cloro), e allo 0,1% di cloro attivo per tutte le altre superfici da pulire, tenendo in considerazione la compatibilità con il materiale da detergere.
  • Evitare o limitare l’utilizzo di bastoncini d’incenso, olii essenziali, diffusori e profumatori di ambienti, in quanto emettono sostanze chimiche inquinanti (Composti chimici volatii e materiale particellare inquinante PM10 e PM2,5). 

Infine, ricordati che le fake news sono molte, talvolta rilasciate appositamente a scopo commerciale o politico: fidati sempre e soltanto di fonti autorevoli in campo sanitario o enti pubblici che si rifacciano a fonti mediche affidabili. Cerca sempre la bibliografia a supporto di quanto affermato e se hai dubbi puoi tornare sul nostro sito e consultare la nostra pagina sulle fake-news da coronavirus QUI.

Bibliografia:

  1. Raccomandazioni World Health Organization (WHO) per 2019-nCoV: (https://www.who.int/emergencies/diseases/novel-coronavirus-2019/technical-guidance)
  2. Coronavirus disease (COVID-19) outbreak: rights, roles and responsibilities of health workers, including key considerations for occupational safety and health. World Health Organization 2020. Available from: https://www.who.int/docs/defaultsource/coronaviruse/who-rights-roles-respon-hw-covid-19.pdf?sfvrsn=bcabd401_0
  3. Critical preparedness, readiness and response actions for COVID-19. World HealthOrganization 2020. Available from: https://www.who.int/emergencies/diseases/novelcoronavirus-2019/technical-guidance/critical-preparedness-readiness-and-response-actionsfor-covid-19
  4. Infection prevention and control during health care when novel coronavirus (nCoV) infection is suspected. Interim Guidance Geneva 2020. WHO/2019-nCoV/IPC/v2020.1: Available from: https://www.who.int/publications-detail/infection-prevention-and-controlduring-health-care-when-novel-coronavirus-(ncov)-infection-is-suspected.
  5. Rational use of personal protective equipment for coronavirus disease 2019 (COVID-19). Interim guidance 27 February 2020. World Health Organization. Available from: https://apps.who.int/iris/bitstream/handle/10665/331215/WHO-2019-nCov-IPCPPE_use2020.1-eng.pdf
  6. Advice on the use of masks in the community, during home care and in health care settings in the context of the novel coronavirus (2019-nCoV) outbreak. Interim guidance 29 January World Health Organization 2020. Available from: https://www.who.int/publicationsdetail/advice-on-the-use-of-masks-in-the-community-during-home-care-and-in-healthcaresettings-in-the-context-of-the-novel-coronavirus-(2019-ncov)-outbreak
  7. European Centre for Disease Control and Prevention. Interim Infection Prevention and Control Recommendations for Patients with Confirmed Coronavirus Disease 2019 (COVID19) or Persons Under Investigation for COVID-19 in Healthcare Settings. [updated 21 Febraury 2020]. Available from: https://www.cdc.gov/coronavirus/2019-nCoV/hcp/infection-control.html.
  8. Gruppo di lavoro ISS Ambiente e Qualità dell’aria indoor. Indicazioni ad per la prevenzione e gestione degli ambienti indoor in relazione alla trasmissione dell’infezione da virus SARS-CoV-2. Versione del 23 marzo 2020. Roma: Istituto Superiore di Sanità; 2020. (Rapporto ISS COVID-19, n. 5/ 2020). 
  9. COVID-19 Data Repository by the Center for Systems Science and Engineering (CSSE) at Johns Hopkins University.

Coronavirus Pinerolo

Dott. Francesco FURNO – Allergologo ed Ematologo Pinerolo

Allergologo ed Ematologo a Pinerolo: Dr. Francesco Furno Visita Ginecologica a Pinerolo

Il Dott. Francesco Furno è un Medico Chirurgo, Specializzato in Allergologia ed Immunologia e in Ematologia Clinica e di Laboratorio.

Il Dott. Francesco Furno si laurea in Medicina e Chirurgia nel 1976 presso l’Università degli Studi di Torino e si specializza in Allergologia ed Immunologia presso l’Università degli Studi di Pavia nel 1983 e in Ematologia Clinica e di Laboratorio presso l’Università degli Studi di Milano. Regolarmente iscritto dal 1976 all’Ordine Provinciale dei Medici Chirurghi di Torino (Ordine della Provincia di Torino).

Ha lavorato per oltre trent’anni presso l’Ospedale Mauriziano di Torino, ricoprendo il ruolo di Responsabile del laboratorio di Allergologia. Per oltre venticinque anni, è stato Consulente e Responsabile della L’Oreal Italia, Cosmetici Aboca e per la Federazione Italiana di Golf. Attualmente pratica esclusivamente presso il suo studio medico in regime di libero professionista.

Soffri di allergia? Alla Claire di Pinerolo il dottor Francesco Furno (specializzato anche in ematologia) si occupa di malattie di natura allergica: raffreddore, asma, congiuntivite allergica, allergie e intolleranze alimentari, allergie al veleno di imenotteri, allergie da farmaci, dermatite da contatto e angioedema.

Il Dottore, inoltre, effettua le più moderne tecniche di vaccinazione contro le allergie, o come. è più corretto definire l’immunoterapiaspecifica (ITS) o desensibilizzante. Lo scopo di questi trattamenti è attenuare la risposta immunitaria anomala che alcuni allergeni sono in grado di provocare nel nostro organismo.

L’immunoterapia non agisce sui sintomi, ma sul sistema immunitario. «Spegne» cioè progressivamente la reazione anomala alla base dei fastidiosi sintomi allergici: ecco la vera differenza rispetto ai farmaci tradizionali, antistaminici e cortisonici.

L’individuo, a seguito di questo trattamento (sottocutaneo o sublinguale), otterrà una certa tolleranza alla sostanza a cui prima risultava allergico, che potrebbe comunque non essere assoluta.

La somministrazione dell’allergene avviene in dosi crescenti, fino al raggiungimento di una dose di mantenimento da assumere a intervalli di tempo regolari.

Le allergie per cui l’immunoterapia risulta possibile sono quelle causate dai  pollini, dalle muffe, dal pelo di gatto e di cane e dal veleno di api e vespe. Non è possibile invece in casa di allergie alimentari.  La terapia va condotta per un minimo di tre anni e per un massimo di cinque. Questo, per quanto si è visto negli studi finora condotti, appare il tempo necessario a fare in modo che la «desensibilizzazione» si concretizzi. Ma la pazienza è premiata dal fatto che il miglioramento della qualità di vita del paziente è un dato certo; inoltre, il trattamento con l’ITS consente una riduzione di eventi clinici ben più gravi, e anche il minor ricorso a ricoveri ospedalieri e un contenimento del consumo dei farmaci sintomatici.

Al momento soltanto l’immunoterapia per la graminacee risulta interamente coperta dal Sistema Sanitario Nazionale in tutte le Regioni, e in parte per gli acari della polvere.

Tutti i pazienti allergici che scoprono di avere questa nuova arma a disposizione dovranno fare ricorso all’immunoterapia? Non proprio. L’indicazione deve giungere da uno specialista: allergologo, pneumologo o immunologo, che accerterà il legame tra la sostanza e la risposta allergica e, in linea di massima, quando i farmaci classici (antistaminici e cortisonici) non si sono rivelati in grado di alleviare i sintomi: lasciando di fatto il paziente in una condizione disagevole.

L’immunoterapia è specifica per ogni singolo antigene. Ciò vuol dire che, in caso di contemporanea presenza di più allergie, quella non trattata non tenderà a sfumare.

L’immunoterapia non è indicata nei bambini con meno di cinque anni, negli adulti con asma grave, in chi soffre di malattie autoimmuni, pressione alta e scompenso cardiaco.

Tecnica ASVAL per le varici

ASVAL : Ablation Sélective des Varices sous Anésthesie Locale

La chirurgia tradizionale delle vene varicose parte dal principio che queste si propaghino dall’alto verso il basso ( evoluzione discendente), cioè dall’alto della vena safena, a livello dell’inguine, fino ad interessare progressivamente le piccole vene collaterali in basso a livello della gamba, o anche della coscia, che sono poi le varici vere e proprie, più superficiali e quindi visibili.

Tale teoria tuttavia  non spiega i numerosissimi casi di varici con vene safene per nulla o poco interessate dalla malattia: La soluzione radicale consiste nell’intervento di crossectomia e stripping della vena safena più flebectomie delle vene collaterali varicose, cioè nell’asportazione delle vene collaterali e della vena safena, considerata all’origine delle varici, affidando alle vene residue il ritorno del sangue al cuore: è chiaro come l’intervento è relativamente pesante, richiedendo anestesia e ricovero. 

La dott.ssa Angiolina Bello Silva pratica la rimozione delle vene varicose con tecnica ASVAL presso la Claire Studi Medici a Pinerolo:

APPROCCIO A.S.V.A.L.

Partiamo dal principio che le varici si propagano, al contrario, dal basso verso l’alto (evoluzione ascendente), cioè dalle vene collaterali varicose della gamba verso la vena safena.

La soluzione è dolce: il metodo A.S.V.A.L. mira ad eliminare solo le vene collaterali varicose, considerate all’origine della malattia, e che sono la causa dei disturbi clinici ed estetici, unicamente in anestesia locale.

La vena safena viene preservata: anche laddove essa sia interessata dalla malattia varicosa, il solo fatto di asportare le vene varicose collaterali malate, permette alla vena safena di recuperare pienamente la propria funzione. Qualora la safena non sia recuperabile, la tecnica utilizzata per la sua asportazione è comunque improntata alla dolcezza e mini-invasività, in modo da non ridurre significativamente i vantaggi di tale metodo:

– Le varici vengono asportate attraverso microincisioni eseguite con un ago (meno di due millimetri)
Ogni gesto viene eseguito con molta cautela, tirando delicatamente sulle vene, senza sanguinamenti, senza ematomi e senza dolori.

si asportano solo le vene malate ed irrecuperabili. Il metodo ASVALtende a preservare la safena il più possibile
– La conservazione delle vene sane permette di rispettare meglio lafisiologia circolatoria.

Poiché il metodo ASVAL è più dolce e circoscritto, l`anestesia puòessere più leggera ma efficace, senza rischi
Un’anestesia locale limitata ai segmenti di vena da asportare è più che sufficiente.

QUINDI:

Minimi ematomi = minimo dolore: Con il metodo ASVAL, l’anestesia locale, le microincisioni, ilrispetto delle vene sane inducono pochissimi ematomi, e diconseguenza scarsi dolori postoperatori.

Assenza di ricovero = chirurgia ambulatoriale a Pinerolo: La dimissione viene fatta da una a due ore dopo la fine dell’intervento, “camminando”.

Nessun punto di sutura sulla pelle = steril strips (piccoli cerotti adesivi ), impermeabili, che permettono di poter fare ladoccia entro 48 ore. Nessuna medicazionenormalmente ènecessaria per le incisioni sugli arti inferiori.

Microincisioni = risultato estetico decisamente migliore!
Le microincisioni ed il carattere delicato del metodo ASVAL assicuranoun risultato esteticomolto soddisfacente.

Calze elastiche: solo per 2-8 giorni: Ancora una volta il carattere poco traumatico della metodica, limita ad un periodo moltobreve l’obbligo di mettere le calze elastiche, spessopoco confortevoli.

Convalescenza rapida = dai 2 agli 8 giorni in media. La scarsità di ematomi, di dolori e di inabilità consentono una rapidaripresa del lavoro e dellenormali attività.

 

Prof. Gian Franco STRANI – dermatologo

Dermatologo a Pinerolo, visita in Libera professione presso La Claire Studi Medici:

La visita dermatologica è impiegata per escludere, diagnosticare o monitorare un disturbo di carattere dermatologico. A questa visita vengono sottoposti i soggetti con malattie legate alla cute già note e che devono sottoporsi a controlli periodici oppure per confermare dei sospetti (quali anomalie di un neo, presenza di eruzioni cutanee di diverso tipo, comparsa di pomfi e/o angiodemi con dolore o senza, prurito persistente e cambiamento del colore o della consistenza della pelle). In dermatologia quello che conta è quindi l’esperienza: prenota la tua visita dermatologica a Pinerolo dal Primario Emerito di Dermatologia dell’Ospedale Mauriziano di Torino; dermatologo a Pinerolo

Membro dell’ADOI (Associazione dermatologi italiani), per la quale è stato relatore in numerosi congressi;

Specialista in idrologia medica (autore del Libro ‘Piemonte. Le fonti perdute’. insieme al collega Gian Carlo Levra : La minuziosa ricerca, svolta dallo spe- cialista in idrologia medica Giancarlo Le- vra e dal dermatologo Gian Franco Strani, riscopre trentaquattro terme oggi dimen- ticate, abbandonate o snaturate, attive in Piemonte prima della Grande Guerra. Le fonti, una volta riconosciute idonee per i trattamenti curativi, “costituiscono una risorsa di disponibilità terapeutiche naturali di inestimabile valore”. Ricco di foto e illustrazioni, il testo oltre a farci riscoprire il termalismo – che oggi ha acquisito la dignità di scienza – ricorda quante risorse inesplorate offre il nostro territorio.)

 

Scopri l’idrologia medica, illustrata dal Prof. Strani.

Dott. Andrea DE NICOLO’ – medico legale

Medico Legale Pinerolo, prenota la tua visita medico legale

 

La medicina legale si occupa dei rapporti tra la medicina e la legge; insieme alla medicina sociale fa parte della medicina pubblica.

Si suddivide in medicina giuridica, che si occupa dell’evoluzione del diritto, dell’interpretazione delle norme e della loro applicabilità dal punto di vista medico e in medicina forense, che utilizza la medicina al fine di accertamento di singoli casi di interesse giudiziario.

La medicina legale si occupa quasi totalmente del ramo forense, cioè il ramo che si occupa di fare le autopsie e stabilire la causa della morte.

Prestazioni Ambulatoriali

Visita Medicina Legale Previdenziale

Lipocell: la soluzione per i dolori da artrosi

La lotta contro l’artrosi: la riparazione delle lesioni artrosiche può verificarsi come processo naturale e biologico?

Quasi sette anni fa è stato scoperto che nel grasso di persone adulte e anziane sono presenti le cellule mesenchimali, rimaste bloccate a un certo momento dello sviluppo. Questa scoperta ha dato una grandissima spinta alla ricerca dei meccanismi naturali. I meccanismi naturali in questione portano alla riparazione biologica di svariate lesioni a diversi gradi di gravità, fra cui anche quelle della cartilagine di rivestimento articolare. La scoperta è da attribuirsi ai laboratori della Chase Western University di Cleveland, Ohio, USA, diretti dal Professor Caplan e ha dato un forte impulso alla messa in campo di nuove strategie terapeutiche volte allo sfruttamento di questi nuovi principi.

L’artrosi primaria, o secondaria che sia, fa perdere la funzione articolare, distrugge il rivestimento cartilagineo e innesca tutta una serie di anomalie funzionali, che portano – nei casi più gravi – alla perdita completa del movimento articolare.
Nella pratica generale si fa larghissimo uso di impianti protesici inerti, che molto spesso ottengono un ritorno della funzione articolare, con attenuazione o scomparsa dei dolori di partenza. Purtroppo si tratta sempre di chirurgia maggiore e non tutti i pazienti la affrontano di buon grado, anche considerando le numerose complicanze che potrebbero verificarsi. Si rende quindi necessario trovare una strategia di trattamento che non sia solo lenitiva del dolore, come per esempio con l’uso intrarticolare di acido ialuronico, pratica molto in voga, ma effimera. Intervenire preventivamente sulla base artrosica – ossia l’articolazione interessata dal processo degenerativo – dovrebbe essere il punto di partenza di tutto. Ciò permetterebbe di sfruttare appieno le potenzialità rigenerative del tessuto connettivo, funzione che viene svolta dalle cellule mesenchimali. Caplan mi ha spiegato che normalmente il grasso libero intrarticolare non esiste in natura. Questo significa che trasferire la quantità giusta di emulsione grassa, migliora subito la funzione articolare, diminuendo attrito e dolore.

Nel giro di 9/10 mesi è possibile vedere le trasformazioni migliorative articolari, innescate dai processi rigenerativi delle cellule mesenchimali. Si preleva un quantitativo di tessuto lipoideo autologo tramite una mini-liposuzione con una mini-cannula, in anestesia locale e con una blanda sedazione, se necessaria. Vengono creati due minimi accessi di circa 2 mm e il grasso viene prelevato generalmente dall’area sotto l’ombelico, nella zona sovrapubica. Il tessuto prelevato viene sottoposto a filtraggio meccanico attraverso un kit dedicato, che permette di ricavare il prodotto da iniettare nell’articolazione. Con l’aiuto di un esperto ecografista, si può effettuare la procedura iniettiva in maniera precisa e mirata. Dopo circa mezzora, il paziente può andare a casa col pieno uso dell’articolazione sottoposta a trattamento.

anca, ginocchia, alluce rigido, rizoartrosi.

 

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Dr. Pedrini: Servizi Ambulatoriali di Ostetricia, Ginecologia e Senologia

Scopri tutte le prestazioni ambulatoriali che potrai eseguire durante la visita ginecologica a Pinerolo.

Ostetricia

Visita ostetrica
Assistenza in gravidanza
Ecografia ostetrica di 1° livello
Ecografia ostetrica per determinazione della plica nucale (nuca translucens) 12° settimana
Ecografia morfologica 21° settimana
Ecografia tridimensionale (3D)
Ecocolordoppler, flussimetria vasi materni e fetali
Cardiotocografia fetale
Ecografia per controllo bacinetti renali fetali
Ecografia pediatrica per controllo displasia delle anche

Visita ginecologica
Pap test con ricerca papilloma virus (HPV)
Ricerca e tipizzazione dna virale papilloma virus (HPV)
Vaccino contro il papilloma virus (HPV)
Tampone vaginale per esame batteriologico vaginale
Contraccezione
Colposcopia
Biopsia esocervicale
Curettage endocervicale
Biopsia vaginale
Vulvoscopia
Trattamento della menopausa
Applicazione di anello vaginale per prolasso uterino
Ecografia ginecologica transvaginale
Ecografia ginecologica transaddominale
Ecografia addome superiore ed inferiore
Agoaspirazione ecoguidata di cisti ovariche
Diaterrmocoagulazione portio uterina
Trattamento condilomatosi vulvoperineale
Trattamento dell’infertilità (aborti ripetuti)
Trattamento della sterilità femminile e maschile
Trattamento dell’incontinenza urinaria femminile
Post coital test (TPC)

Visita senologica
Ecografia mammaria
Esame citologico su secreto mammario

 

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Dott. Massimo RIVOLO – infermiere a Pinerolo

infermiere a Pinerolo, riceve in Libera professione

  • Medicazioni per lesioni cutanee (wound care)
  • Screening piede diabetico
  • Prima valutazione con Doppler
  • Prelievo ematico domiciliare

Il Dr. Massimo Rivolo è un infermiere specialista nella cura delle lesioni cutanee (wound care). Ha conseguito il corso di specializzazione universitario in wound care all’Università Bicocca di Milano nel 2004 ed in seguito il Master all’Università di Torino.

Il Dr. Rivolo si dedica alla cura delle lesioni cutanee di varia natura: ulcere venose, lesioni da decubito, cura del piede diabetico, trattamento del linfedema con linfodrenaggio manuale Fill and Flush.

Effettua la valutazione del rischio nel piede diabetico, così come consigliato dalle linee guida internazionali al fine di prevenire complicanze all’arto inferiore.

Esegue inoltre servizio domiciliare di prelievi ematici.

Grazie alle sue esperienze all’estero, scrive correntemente su giornali internazionali dove pubblica le sue ricerche, per le quali è stato anche premiato.

Dott.ssa Stefania ROMANELLI – psicologa Pinerolo

Psicologa a Pinerolo, si è laureata in Psicologia del Lavoro presso l’Università degli Studi di Torino e ha conseguito la specialità presso il Centro di Terapia Cognitiva di Torino con orientamento Costruttivista.


E’ iscritta all’Albo degli Psicologi del Piemonte n. 8212.

Nel 2016 ha conseguito il Corso di Perfezionamento in Psicologia dello Sport presso la facoltà di Scienze Motorie dell’Università di Torino.

Dal 2017 ha svolto l’attività di tirocinio presso il Centro di Salute Mentale di Torre Pellice (Asl TO3) occupandomi personalmente di terapie con adolescenti ed adulti.

Fa parte della Società Italiana di Terapia Comportamentale e Cognitiva (SITCC) e della EFT Italia (Emotionally Focused Therapy).

Negli anni ha sempre aggiornato la mia preparazione con corsi di formazione e seminari.

Il suo campo di maggior esperienza clinico è particolarmente legato ai disturbi d’ansia, campo che ho approfondito negli anni attraverso l’esperienza clinica ed ai disturbi dell’alimentazione, settore in cui opero in sinergia con altri professionisti e che ho avuto modo di sviluppare attraverso la formazione AIDAP (Associazione Italiana Disturbi dell’Alimentazione e del Peso). Inoltre è terapeuta EFT certificato e si occupa di psicoterapia di coppia.

La Pscioterapia individuale:

Fare una Terapia cognitivo costruttivista è compiere un viaggio di conoscenza dentro se stessi, un viaggio in cui la relazione terapeuta-paziente diventa il principale strumento di lavoro. Il protagonista di questo viaggio sarai tu: approfondiremo la dimensione cognitiva (quello che pensi), emotiva (quello che senti) e relazionale (come interagisci con le persone per te significative) con l’obiettivo di capire in che modo queste ti portino a star male o a comportarti in modo incoerente con i tuoi obiettivi. Non ti verranno dati consigli o giudizi ma strumenti per comprendere autonomamente quale sia la strada migliore da seguire. Collaboreremo per cercare di identificare degli obiettivi su cui lavorare, in modo tale che tu abbia chiaro, in ogni momento, in che direzione stiamo andando. I sintomi non verranno intesi come semplici elementi da rimuovere ma ci offriranno la possibilità di avviare un processo di riflessione e ricostruzione di un più dinamico senso di sé. La finalità ultima del processo terapeutico è certamente la diminuzione degli eventuali sintomi psicopatologici ma soprattutto che tu acquisisca una rinnovata immagine di te, che comprenda appieno le tue emozioni, che diventi più tollerante rispetto agli eventi della vita ed in grado di trarre piacere da essa.

La Psicoterapia di Coppia:

Nel corso del tempo può succedere che qualche fattore ostacoli l’armonia e la sicurezza di un rapporto di coppia. È possibile che la coppia abbia le risorse per accorgersi di ciò che sta accadendo e ripristinare l’equilibrio, così come può invece succedere che le difficoltà non si riescano a superare e causino l’allontanamento dei partner o una forte conflittualità all’interno del rapporto, che si traduce in un malessere generale, anche molto intenso.
Utilizzo la EFT (Emotionally Focused Therapy), un approccio strutturato per la terapia di coppia formulato negli anni ’80 e sviluppatosi conseguentemente alla scienza dell’attaccamento. E’ stato messo a punto dalla dott.ssa Sue Johnson come mezzo per aiutare le coppie a ritrovare l’amore e la felicità.
Gli studi hanno riscontrato che un 70-75% delle coppie in terapia risolve la propria iniziale condizione disfunzionale e circa un 90% manifesta un cambiamento significativo.
La EFT aiuta i partner a conoscere i momenti in cui si feriscono l’un l’altro nella loro danza relazionale e come possono invece mantenere il loro equilibrio emotivo anche in questi momenti. Attraverso questo approccio la coppia imparerà come avvicinarsi per esprimere i sentimenti e i bisogni più delicati e vulnerabili in un modo che aiuti l’altro membro a rispondere e ad aprirsi. Questo creerà vicinanza, fiducia e connessione.

 
 

Dott. Enrico PEDRINI – Ginecologo Pinerolo

Ginecologo a Pinerolo: Dr. Enrico Pedrini Visita Ginecologica a Pinerolo

 

Il Dottor Enrico Pedrini è uno specialista che vanta una lunga e consolidata esperienza maturata nel corso degli anni.  Classe 1955, la sua formazione inizia in svizzera alI’Università di Friburgo, un’esperienza internazionale che lo porta a parlare inglese, francese, tedesco, ma anche spagnolo e portoghese. Nel 1982 Si laurea a Torino con il massimo dei voti, e al lavoro affianca una formazione continua che lo porta a specializzarsi prima in Ginecologia e Ostetricia presso l’Università di Torino, poi in Patologia della Riproduzione Umana presso l’Università di Parma e ancora in Endocrinologia Sperimentale presso l’Università di Milano, sempre con il massimo dei voti. In Italia ha lavorato all’ospedale “S. Anna” di Torino e all’Ospedale “SS. Annunziata” di Savigliano, in Francia ha frequentato il “Centre Hospitalier Régioaal et Uaiversitaire” di Marsiglia e “l’Unité d’Hysteroscopie diagnostique et Operatoire” dell’Hopital Avicenne di Parigi. Attualmente è titolare con il Prof. Campagnoli del Centro di Endocriuologia Ginecologica della Casa di Cura Fornaca di Torino.Ginecologo a Pinerolo

Tra le specializzazioni del dott. Pedrini c’è l’endocrinologia applicata alla ginecologia, cioè quei disturbi del metabolismo che possono portare a malattie quali amenorree, sindrome dell’ovaio policistico, irregolarità mestruali, galattorrea, mastopatia fibrocistica, irsutismo, infertilità femminile o di coppia, ipogonadismo femminile, menopausa.

Oltre alla visita ginecologica in studio (con eventuale PAP test), il Dottore esegue inoltre interventi chirurgici anche endoscopici, ecografie, colposcopie e vulvoscopie, proponendosi per offrire assistenza alla gravidanza e al parto (servizio di reperibilità).

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In questa pagina avrai la possibilità di scaricare il PDF con il curriculum del dr. Enrico Pedrini.

Ginecologia ed Ostetricia

Ginecologo a Pinerolo,

visita ginecologica a Pinerolo

Dott. Enrico PEDRINI

La visita ginecologica è volta ad offire una risposta completa alle diverse esigenze della donna: prevenzione dei tumori dell’apparato genitale e del seno, diagnosi e terapia delle principali patologie ginecologiche (anomalie del ciclo mestruale, infezioni genitali, malattie dell’ovaio e dell’utero, endometriosi), contraccezione (anche per la prescrizione della contraccezione d’emergenza), fertilità di coppia, menopausa, riabilitazione perineale, ecografie ginecologiche e ostetriche.

La gravidanza può essere seguita dal medico ginecologo che effettua tutte le ecografie. Presso La Claire Studi Medici, il Dr. Pedrini offre il servizio di presa in carico completa della donna in gravidanza, durante il parto e nei primi mesi del bambino.  A disposizione anche un servizio di psicologia rivolto a donne e/o coppie, per affrontare insieme difficoltà e fatica della fase pre- e post-natale, dalla gravidanza fino ai 2 anni (compresi) di età del bambino.

Chirurgia Plastica, Ricostruttiva ed Estetica

Dott. Alberto Diaspro

Dott. Marco Salomone

La visita di chirurgia plastica viene scelta da coloro che desiderano sottoporsi ad un intervento di chirurgia plastica, estetica o ricostruttiva del viso, del corpo, del seno oppure a trattamenti di medicina estetica.

Il chirurgo plastico soddisfa le esigenze di “bellezza” dell’individuo nel rispetto dell’etica della responsabilità sociale, occupandosi anche della chirurgia ricostruttiva: Lo scopo della chirurgia ricostruttiva è infatti la correzione dei difetti (soprattutto dei tessuti molli) che possono verificarsi come conseguenza dell’asportazione di un tumore, di traumi, di infezioni o di malformazioni. La ricostruzione viene realizzata soprattutto utilizzando una porzione di tessuto autologo, in particolare il cosiddetto lembo microvascolare. Questa tecnica è una delle più utilizzate nel settore della chirurgia ricostruttiva.

Ambiti di intervento della chirurgia ricostruttiva:

  • Ricostruzione del seno dopo ablazione di un tumore, mastectomia (asportazione della mammella) o mastectomia con risparmio della pelle (skin sparing mastectomy) con l’utilizzazione di protesi o lembi
  • Ricostruzione del capezzolo e dell’areola
  • Correzione di malformazioni congenite e asimmetrie del seno
  • Trapianto dei nodi linfatici a seguito di linfedema cronico (accumulo di liquido linfatico con ingrossamento di una parte del corpo, per esempio braccio o gambe)
  • Ricostruzione di perdita di sostanza ossea, muscolare e/o cutanea degli arti
  • Ricostruzione della pelle dopo escissione di tumori cutanei (lipoma, neo, basalioma, spinalioma, melanoma)
  • Ricostruzione dopo asportazione di tumori nella regione della testa e del collo
  • Ricostruzione dopo escissione di sarcomi (tumori della pelle e/o del muscolo e dell’osso) del tronco e degli arti
  • Ricostruzione della parete addominale o toracica
  • Ricostruzione di nervi
  • Chirurgia per il trattamento delle piaghe da decubito
  • Correzione di cicatrici formatesi a seguito di traumi, interventi chirurgici e ustioni
  • Ricostruzione dopo danni causati da ustioni
  • Innesto autologo (cioè prelevato e impiantato nello stesso paziente) di tessuto adiposo (lipofilling, fat grafting)

La visita di chirurgia plastica permette allo specialista di valutare con il paziente i suoi obiettivi e di valutare l’entità del difetto, fornendo informazioni chiare e complete per una decisione sicura e consapevole.

Esempi di interventi di chirurgia plastica, ricostruttiva o estetica:

  • chirurgia estetica del viso (blefaroplastica, lifting cercivo-facciale, lipostruttura, mentoplastica additiva, otoplastica, rinoplastica);
  • chirurgia estetica del corpo (addominoplastica, ginecomastia, lifting delle cosce, lipoaspirazione);
  • chirurgia estetica del seno (mastopessi o lifting del seno, mastoplastica additiva, mastoplastica riduttiva);
  • medicina estetica (impianto di acido ialuronico, iniezione di tossina botulinica).

Dott. DIASPRO Alberto – chirurgo maxillo-facciale Pinerolo

Il Dr. Alberto Diaspro ha conseguito la laurea in Medicina nel 2002 e la specializzazione in Chirurgia Maxillofacciale presso l’Università degli Studi di Torino ne 2007. Riceve su appuntamento per visite di chirurgia maxillo-facciale e per visite di Medicina Estetica.

Ha ottenuto il Master di Chirurgia Plastica ed Estetica del distretto facciale presso l’Università di Tor
Vergata a Roma (2020), ed il Master Universitario Internazionale di Medicina Estetica e Terapia Estetica
presso l’Università degli Studi di Camerino (2014), dopo essersi diplomato in Medicina Estetica ed in ‘Laserterapia e Laser-chirurgia’ presso la Scuola post-universitaria di Medicina ad Indirizzo Estetico
S.M.I.E.M.-Agorà di Milano (2009-2013).

Oltre all’attività clinica, è autore di numerosi articoli e testi scientifici pubblicati su riviste internazionali ed è impegnato in attività congressuale, di docenza e formazionein ambito nazionale ed internazionale.

E’ socio della European Academy of Facial Plastic Surgery (E.A.F.P.S.), della Associazione Italiana
Chirurgia Plastica Estetica (A.I.C.P.E.) e della Associazione Italiana di Chirurgia Estetica e
Funzionale della Faccia (A.I.C.E.F.F.), dedica la sua attività professionale alla medicina e chirurgia
estetica del volto e come consulente chirurgo maxillo-facciale a Pinerolo presso lo Studio Medico “La Claire”.

alberto diaspro pinerolo

Prestazioni effettuate

  • Visita Medicina Estetica
  • Visita di Chirurgia Maxillo-Facciale prima visita

Patologie trattate

  • alopecia
  • bruxismo
  • Cellulite
  • cheratosi
  • cisti sebacee
  • deviazione setto nasale
  • Disodontiasi
  • entropion
  • epitelioma
  • fibroma
  • Fibromi penduli
  • iperidrosi
  • ipertrofia turbinati
  • lipomi (fibrolipomi)
  • malocclusioni
  • patologia dei seni paranasali
  • patologie delle ghiandole salivari
  • ptosi palpebrale
  • Rughe
  • settoplastica
  • sinusite
  • Tumori cutanei
  • xantelasmi

Metodologie diagnostiche e terapeutiche

MEDICINA ESTETICA: Ringiovanimento del viso, colle e decolleté: Biostimolazione, Blefaroplastica non chirurgica, Botulino, Filler, Radiofrequenza frazionata, Peeling, Trattamento delle macchie cutanee, Trattamento di neoformazioni della cute, Trattamento degli xantelasmi, Trattamento dell’Iperidrosi delle ascelle, mani e piedi, Trattamento della cellulite ed adiposità localizzate: Mesoterapia, Carbossiterapia, Intralipoterapia, Epilazione laser.

CHIRURGIA MAXILLO-FACCIALE: Denti inclusi (compresi denti del giudizio), Cisti, Malocclusioni, Disturbi dell’articolazione temporo-mandibolare, Fratture del volto, Calcoli e malattie delle ghiandole salivari, Sinusiti, Osteonecrosi da bifosfonati, Russamento ed Apnee (OSAS).